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John Snow e il coronavirus

A proposito di coronavirus e di prevenzione, Ignazio Marino scrive sul suo blog: “la disciplina che analizza le malattie in rapporto alla loro diffusione, e cioè l’epidemiologia, è e deve rimanere centrale all’interno del programma medico di qualsiasi Paese”. Mai come in congiunture pari alle attuali, si rivela utile ricorrere al ruolo che l’epidemiologia ha assunto a partire dal XX secolo nel garantire metodologie sempre più accurate per la comprensione dei fattori di rischio delle malattie e per l’organizzazione di una efficace prevenzione nonché di adeguate misure di contenimento.

Le basi della futura epidemiologia vengono gettate, racconta Marino, a metà del ‘500, quando il filosofo, astronomo, geografo, letterato e medico Fracastoro scrisse l’opera “De contagione et contagiosis morbis” (1546), in cui ipotizzava l’esistenza di “piccole particelle” che si trasmettevano per via aerea ed erano, a suo avviso, responsabili di causare le malattie nel corpo umano. L’ipotesi fu in seguito confermata dai progressi scientifici ottocenteschi, determinati dalla scoperta degli agenti patogeni quali virus e batteri, come causa della diffusione delle malattie infettive.

In particolare, si rivelò dirimente lo studio di John Snow, un eccentrico medico di York, che studiò le gravi epidemie di colera che si abbattevano a Londra e, poco convinto della validità di un presupposto scientifico basato sull’aria “cattiva”, individuò nell’acqua contaminata il meccanismo di trasmissione della malattia.

Snow attuò uno studio sull’incidenza della malattia in relazione all’utilizzo urbano di pompe pubbliche e private, che nel 1849 dette luogo al “Saggio sulle modalità di trasmissione del colera”, antesignano dei grandi studi di Louis Pasteur dieci anni dopo. Successivamente, Snow focalizzò la propria attenzione sull’infezione che aveva colpito in particolare Broadwick Street nel quartiere di Soho, prelevò un campione di acqua contaminata e, dopo aver spiegato il meccanismo di diffusione della malattia, convinse l’amministrazione a chiudere la pompa idrica responsabile del contagio, come racconta nel libro Cattive acque.

Per quanto l’affermazione dell’epidemiologia,  in quanto scienza basata sullo stretto rapporto tra analisi medica e analisi geografico-statistica, non sia stata immediata (ci vollero alcuni decenni per abbandonare teorie balzane come quella dei cosiddetti “miasmi”), possiamo affermare senza dubbio alcuno che “tutti coloro che oggi sono al lavoro nel mondo per difendere la popolazione dal coronavirus covid-19 raggiungeranno l’importante obiettivo di fermare l’epidemia grazie anche all’opera di John Snow, il primo ad individuare la giusta correlazione tra agenti patogeni e malattie infettive e ad aver collegato diverse conoscenze scientifiche al servizio della salute pubblica.”

Erica Sorelli
Ufficio stampa, Il Pensiero Scientifico Editore

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