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La strada del cambiamento

“Cellule, organi, esseri viventi, organizzazioni sociali sono esempi di sistemi, la cui particolarità è quella di non poter essere indagati isolando gli elementi di cui sono costituiti. I sistemi, infatti, funzionano come un tutt’uno e rompendo le relazioni vengono meno anche le loro proprietà. Spostare l’attenzione dagli oggetti alle relazioni è un accorgimento che acuisce la percezione dell’unità delle cose, ci fa prendere atto che una quota di incertezza è ineliminabile, ci aiuta a tener conto dei diversi punti di vista, ci invita a diffidare delle verità assolute e a utilizzare il tempo come un’opportunità per riflettere, non per fare più cose. È in questa prospettiva che ho aderito volentieri all’invito di CINEAS di partecipare al Tavolo Assicurazione e Sanità 2.0 ed in particolare al gruppo di lavoro sulla comunicazione medico-paziente”, scrive Antonio Bonaldi, presidente di Slow Medicine, sul sito di CINEAS.

Il CINEAS è un consorzio universitario non profit, impegnato nella diffusione della cultura e formazione manageriale nella gestione globale dei rischi e dei sinistri e nell’essere la cerniera tra il comparto assicurativo, il settore industriale, le istituzioni, l’area della sanità e il mondo accademico. Perché la necessità di un gruppo di lavoro sulla comunicazione medico-paziente? Perché “la comunicazione tra medico e paziente non va intesa semplicemente come il trasferimento di informazioni e di conoscenze, ma esige l’instaurarsi di una relazione biunivoca entro la quale si incrociano preferenze, valori, emozioni e attraverso la quale si producono aspettative, desideri, propositi, scelte.” Questo significa, spiega Bonaldi, “affiancare al modello riduzionistico, oggi dominante, l’approccio sistemico. Cioè acquisire la consapevolezza che tutto quello che succede intorno a noi è interdipendente. (…) In pratica significa riconoscere che la realtà non è solo l’espressione delle proprietà dei singoli elementi di cui essa è costituita”, bensì la manifestazione dell’invisibile substrato di relazioni entro cui siamo avvolti e attraverso il quale il mondo è nato ed evolve.

“Sul piano gestionale e nelle attività di miglioramento della qualità e della sicurezza delle cure, l’approccio sistemico ci consente di considerare le organizzazioni come sistemi complessi che generano e si innovano attraverso strutture virtuali basate sull’interscambio di significati condivisi.  Tali strutture sono l’espressione della cultura organizzativa, cioè il substrato di valori, aspettative e credenze entro cui le organizzazioni sociali si riconoscono e si sviluppano. La formazione di chi occupa posizioni dirigenziali, dovrebbe quindi prevedere non solo lo studio di modelli manageriali di stampo tayloristico, ma anche l’approfondimento delle discipline che riguardano il funzionamento dei sistemi complessi, lo sviluppo della persona e il suo modo di comunicare, di cooperare e di agire con lealtà e senso etico”.

Un simile cambiamento nel modo in cui si fronteggiano e si risolvono i problemi che hanno a che vedere con la salute e il rapporto tra medico e paziente, comporta gioco forza un mutamento sulle parole di uso quotidiano di cui il Dizionario di Slow Medicine – Le parole della medicina che cambia – misura l’entità e fornisce un’analisi dettagliata e approfondita.  Conoscenza, cura, efficacia, fiducia piuttosto che incertezza, informazione, innovazione, salute, richiamano nuovi concetti e nuove associazioni. “Sono convinto – chiosa Bonaldi – che l’iniziativa di CINEAS, attraverso lo specifico gruppo di lavoro, possa dare un importante contributo in questa direzione. Come ben sappiamo, la strada per un cambiamento culturale è lunga e tortuosa ma ogni viaggio inizia sempre con il primo passo che potrebbe proprio coincidere con il diverso significato da attribuire alle parole”.

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