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Lavoratori turnisti: rischi per la salute e rimedi

Il lavoro su turni ostacola stili di vita sani: tra le conseguenze, aumento dell’attuale epidemia di obesità e di diabete.

L’ultimo studio che evidenzia questo legame è stato pubblicato su PloS Medicine e analizza i dati raccolti dal Nurses Health Study nel corso di 18-20 anni relativi a quasi 250 mila infermiere. An Pan et al. hanno rilevato una associazione tra i casi di diabete di tipo 2 e il numero di anni di lavoro con turni notturni: le cause dell’aumento del rischio di diabete possono essere la distruzione dei ritmi circadiani che regolano il sistema metabolico e cardiovascolare, un effetto negativo sulla dieta, sull’attività fisica, sulla qualità e la quantità di sonno.

Come migliorare la salute delle persone che lavorano su turni? La via più facilmente percorribile è la promozione di stili di vita sani.

Alla Cleveland Clinic è stato condotto un esperimento che ha coinvolto tutto il personale, circa 40.000 soggetti: il “responsabile del benessere”, Michael Roizen, ha adottato, e imposto, una serie di misure all’insegna del motto “Vi renderemo facile avere comportamenti sani e difficile avere comportamenti insani”. Alcuni provvedimenti:

  • divieto assoluto di fumare in tutta la struttura, compreso il parcheggio, e offerta gratuita di corsi per smettere di fumare. Alla prima violazione, un richiamo, alla seconda, licenziamento. In questo modo hanno perso il posto di lavoro due medici (così è stato davvero chiaro che facevano sul serio).
  • eliminazione del cibo spazzatura, dalle bevande zuccherate ai cibi ricchi di acidi grassi: all’operazione sono state sacrificate quasi tutte le friggitrici della clinica (il fast-food presente nelle vicinanze è stato, per ora, risparmiato)
  • offerta gratuita di corsi di fitness e per la riduzione dello stress
  • monitoraggio della pressione, della glicemia e del colesterolo.
  • Per favorire l’adesione a tali programmi sono stati offerti sconti sull’assicurazione sanitaria in funzione dell’adesione alle iniziative promosse.
    Il risultato? Non solo l’ospedale ha ridotto i costi per l’assistenza sanitaria, ma i dipendenti sono più sani in modo misurabile.

    Questo esperimento pone naturalmente una serie di questioni: può essere ritenuto coercitivo, paternalistico, animato da un atteggiamento integralista. Un esperimento che può essere tollerato in quanto tale, e tenendo conto del fatto che è stato condotto su soggetti (dipendenti di un ospedale) che dovrebbero rappresentare un esempio per le persone assistite. Una iniziativa che può tuttavia fornire indicazioni utili per le politiche sanitarie future.

    Fonti
    The PLoS Medicine Editors. Poor diet in shift workers: A new occupational health hazard? PLoS Med 2011; 8: e1001152. doi:10.1371/journal.pmed.1001152
    Pan A, Schernhammer ES, Sun Q, Hu FB. Rotating night shift work and risk of type 2 diabetes: two prospective cohort studies in women. PLoS Med 2011; 8: e1001141. doi:10.1371/journal.pmed.1001141.
    Kivimäki M, Batty GD, Hublin C. Shift work as a risk factor for future type 2 diabetes: evidence, mechanisms, implications, and future research directions. PLoS Med 8: e1001141. doi:10.1371/journal.pmed.1001141
    Klein E. The promise and peril of wellness. Washington Post 16.10.2011

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