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Le 6 regole ‘impossibili’ di Douglas R. Green

Perché la ricerca biomedica è così stressante per chi ne ha fatto la sua professione e la sua missione quotidiana? E soprattutto cosa si può fare per affrontarla in modo più creativo, più razionale e quindi anche più fruttuoso? Ecco le 6 regole ‘impossibili’ di Douglas R. Green, celebre immunologo del St. Jude Children’s Research Hospital di Memphis raccontate alla rivista The Scientist.

1. Non puoi controllare le risposte
“La maggior parte di quello che proviamo in laboratorio non funziona, e questa è una continua fonte di stress per noi ricercatori. Ma c’è una ragione per questo: la vita non è logica, gli esseri viventi non sono progettati in laboratorio. I sistemi biologici sono il prodotto di modifiche spesso caotiche sovrapposte e ramificate nell’arco di centinaia di milioni di anni, non di semplificazioni logiche, quindi l’approccio sperimentale logico in senso stretto è spesso inadeguato a comprenderli e prevederne i comportamenti. Il mio consiglio è: controllate quello che riuscite a controllare, testate ogni reagente, ogni cellula, ottimizzate, fate piccoli esperimenti-pilota e registrateli in modo da poterli riprodurre”.

2. Le idee arrivano dall’8° dimensione
“Leggete, leggete tutto quello che potete, almeno 5-10 paper al giorno tutti i giorni, documentatevi, rimuginate sulle idee la notte, consultate la letteratura. E forse vi esploderà in testa un ‘aha!’ che spiegherà qualcosa che non è mai stato spiegato sinora. Come sapete che non è mai stato spiegato sinora? Semplice, lo avete letto!”.

3. Non puoi essere troppo multitasking
“Chiaro che sono multitasking. La mia scrivania è una specie di stazione di controllo, completa di luci pulsanti, telefoni che squillano, ‘Houston abbiamo un problema!’. Essere multitasking è inevitabile. Ma comporta un problema, un grave problema. Trascuriamo cronicamente le cose che hanno una deadline meno incombente, i lavori sulla lunga distanza. E se fossero i più importanti?”.

4. Lo stress può essere un bene
“Lo stress cronico è un problema per la nostra salute, ma un po’ di stress è un bene. Il trucco è non eliminare lo stress e la tensione, ma governarli piegando queste strategie evolutive ai nostri bisogni professionali”.

5. Il ricercatore deve essere come un atleta
“Gli atleti parlano spesso di un ‘muro’, un punto oltre il quale il corpo semplicemente non può reggere lo sforzo della competizione. Utilizzano la loro esperienza, l’allenamento e la forza di volontà per scavare in quel muro, per spostarlo un po’ più in là ogni volta. Noi ricercatori abbiamo il dovere di fare qualcosa di simile, siamo atleti mentali che si scontrano con idee difficili e devono lavorare per superarle. Siamo scienziati professionisti, cerchiamo di agire come tali”.

6. Tu sei il tuo gruppo di supporto
“Smettetela di lamentarvi: chi vi ha mai detto che sarebbe stato facile? Non facciamo i ricercatori per avere sicurezza e una carriera facile, ma perché crediamo di non poter fare altro”.

Fonte: Green DR. Opinion: 6 impossible things. The Scientist 04/01/2011.

david frati

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