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Le gastriti basate sulle evidenze

I rappresentanti di associazioni professionali di gastroentorologia internazionali si sono incontrati a Kyoto e sulla base di una revisione della letteratura hanno elaborato 24 dichiarazioni di consenso basate sulle evidenze relative alla definizione, classificazione, diagnosi e terapia della gastrite e della duodenite.

Alcuni dei messaggi chiave:
• la gastrite deve essere diagnosticata sulla base dell’eziologia e l’infezione da Helicobacter pylori è il fattore più importante per classificarla;
• è stata proposta la nuova categoria “dispepsia associata a H. pylori”, insieme a un algoritmo diagnostico: in questo caso l’eradicazione dell’H. pylori è il trattamento di prima scelta;
• sono stati proposti sistemi di grading (Operative Link for Gastritis Assessment [OLGA], Operative Link for Gastric Intestinal Metaplasia [OLGIM]) e test sierologici per stratificare il rischio di tumore;
• è stata raccomandata l’esecuzione di tecniche endoscopiche per biopsie mirate, anche se tali procedure sono ancora insufficienti per la diagnosi e la classificazione di gastrite o duodenite;
• a tutte le persone con infezione da H. pylori (se non ci sono controindicazioni, dovute per esempio a comorbilità) si dovrebbe offrire la sua eradicazione per prevenire il tumore gastrico.

Il meeting di Kyoto, in sintesi, ha proposto una classificazione della gastrite sulla base dell’eziologia, ha concluso che la gastrite da H. pylori è una malattia infettiva e come tale va trattata, sia che sia associata a sintomi, sia che non lo sia, perché “rappresenta una condizione che può evolvere verso serie complicazioni, inclusa l’ulcera peptica e la neoplasia gastrica”. C’è stato consenso sull’esistenza di una categoria separata di pazienti con sintomi di dispepsia dovuti a gastrite da H. pylori: in tali pazienti la terapia di eradicazione è il trattamento di prima linea raccomandato.


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