Le parole non sono semplici strumenti di comunicazione. Possono chiarire o confondere, includere o escludere, curare oppure ferire. È da questa convinzione che nasce La salute? È una parola, il nuovo libro di Marco Geddes da Filicaia pubblicato da Il Pensiero Scientifico Editore.
Medico epidemiologo e autore da sempre attento ai temi della salute pubblica, Geddes da Filicaia propone un percorso originale attraverso il linguaggio che accompagna il dibattito sanitario e sociale. Al centro del volume non ci sono infatti malattie, terapie o organizzazioni sanitarie, ma le parole stesse: i termini che utilizziamo per descrivere la salute, il welfare, le differenze sociali, le cause delle malattie e il funzionamento dei sistemi di cura.
L’idea del libro nasce da una riflessione apparentemente semplice sul significato e sull’uso delle parole nella vita quotidiana. Una riflessione che si amplia fino a diventare un’indagine sul modo in cui il linguaggio contribuisce a costruire la nostra comprensione della realtà. In apertura del volume, Geddes da Filicaia richiama alcuni versi della poetessa Arianna Fabbri, che sembrano racchiudere il senso dell’intero progetto: “Le parole possono alleviare, ma anche scandalizzare, spaventare e, poiché sono lame, ferire come un’arma”.
Da questa consapevolezza prende forma un lavoro che intreccia etimologia, storia, cultura e politiche sanitarie. L’autore analizza parole tra loro vicine o contrapposte, mettendone in luce connessioni, differenze e trasformazioni nel tempo. Non si tratta di un esercizio linguistico fine a se stesso, ma di un tentativo di comprendere meglio i concetti che orientano il dibattito pubblico sulla salute in una fase storica segnata dalla crisi dei sistemi di welfare e dalla crescente complessità delle questioni sanitarie.
A differenza del precedente Cliente, paziente, persona. Il senso delle parole in sanità, che si concentrava soprattutto sul linguaggio utilizzato dagli operatori sanitari, questo nuovo volume allarga lo sguardo all’intera società. L’obiettivo è offrire al lettore strumenti per orientarsi tra termini spesso utilizzati come sinonimi ma che sinonimi non sono, oppure tra concetti che si sovrappongono solo apparentemente. È il caso, ad esempio, di parole come “caso”, “causa” e “determinante”, oppure “diverso”, “simile” ed “eguale”.
L’attenzione per l’etimologia rappresenta uno dei fili conduttori dell’opera. Risalire all’origine delle parole permette infatti di scoprirne significati dimenticati, trasformazioni culturali e talvolta sorprendenti contraddizioni. Per Geddes da Filicaia l’etimologia non è un esercizio erudito, ma uno strumento per comprendere più a fondo il presente.
Il libro si distingue anche per la ricchezza dei riferimenti culturali. Accanto alle fonti scientifiche trovano spazio romanzi, opere d’arte, film, saggi storici e testi letterari. Una scelta che riflette una convinzione maturata dall’autore nel corso della sua esperienza professionale. Molte questioni che riguardano la salute e il welfare possono essere comprese meglio quando vengono osservate attraverso prospettive diverse da quelle strettamente tecniche.
Non mancano, inoltre, le citazioni che accompagnano e arricchiscono la riflessione. Tra queste, una delle più significative è quella di Michel de Montaigne, scelta quasi come dichiarazione di metodo: “Faccio dire agli altri quello che non so dire bene, talvolta per la debolezza del mio linguaggio, altre volte per la debolezza della mia intelligenza”.
L’autore stesso chiarisce che il volume non vuole essere un manuale né un trattato specialistico. È piuttosto un itinerario personale all’interno del vasto universo della salute, costruito attraverso letture, esperienze, incontri e interrogativi accumulati negli anni. Un libro che può essere letto seguendo l’ordine dei capitoli oppure consultato come una guida, scegliendo di volta in volta la parola da esplorare.
Con La salute? È una parola, Marco Geddes da Filicaia invita il lettore a rallentare e a prestare attenzione ai termini che utilizziamo ogni giorno. Perché comprendere le parole significa spesso comprendere meglio anche la realtà che esse descrivono. E nel campo della salute, dove il linguaggio orienta decisioni, politiche e relazioni di cura, questa attenzione diventa particolarmente preziosa.
Erica Sorelli
Ufficio Stampa Il Pensiero Scientifico Editore

