In primo piano

Le parole sono importanti

L’uso sessista della lingua è un problema marginale? Di sicuro, non lo è per il Parlamento della UE che ha stilato il vademecum per la parità di genere nel linguaggio, il cui rispetto certo è una gran fatica, ma non inutile: ne sono convinti alla Biblioteca Medica Virtuale (BMV).

Le lettrici e i lettori, le utenti e gli utenti della BMV hanno sicuramente notato il faticoso tentativo di evitare un uso sessista della lingua all’interno del sito. Per molte persone è una fatica inutile, un’attenzione esagerata a un problema marginale.

Non c’è dubbio che sia una fatica, perché in mancanza di un uso diffuso di un linguaggio attento al genere bisogna essere costantemente vigili e cercare di conciliare la correttezza con l’esigenza di non appesantire le frasi.
Inutile?
Non per la linguista Alma Sabatini, che nel 1987 fu incaricata di scrivere le Raccomandazioni per un uso non sessista della lingua; non per il Parlamento Europeo che ha stilato un vademecum per evitare un uso sessista delle lingue La neutralità di genere nel linguaggio usato al Parlamento Europeo in vigore dal marzo 2009; non è inutile neanche per il comitato per le pari opportunità della Provincia autonoma di Bolzano, che ha pubblicato un opuscolo in tre lingue (italiano, tedesco e ladino) sul Linguaggio paritario, e due vademecum (uno in italiano e uno in tedesco) per la sensibilizzazione all’uso di un linguaggio non sessista in ambito sanitario.

Se ci fosse un uso più ampio e consapevole di un linguaggio attento al genere, a cominciare dai media, il direttore “di un grande e bel quotidiano progressista” come Repubblica non direbbe, nell’arco di 3 minuti, tre volte uomini “intendendo uomini e donne e quindi persone”: come ha fatto notare a Ezio Mauro la giornalista del Corriere della Sera Maria Laura Rodotà nel corso di una puntata della trasmissione televisiva “L’Infedele”.

“Continueremo quindi nella nostra piccola fatica, – si legge sul sito della Biblioteca Medica Virtuale – augurandoci che un linguaggio attento al genere (e non solo, naturalmente) diventi una consuetudine per tutte e per tutti”.

“Usare il maschile per le donne non solo disconosce l’identità di genere, ma addirittura nasconde le donne. Ciò che non si dice non esiste!” (Patrizia Trincanato, presentazione opuscolo “Linguaggio paritario”)

arabella festa

Fonti
Comitato provinciale pari opportunità. Linguaggio paritario. Frauen info donne, ottobre 2009.
Robustelli C, Kustatscher G. Buongiorno dottoressa! Vademecum per la sensibilizzazione all’uso di un linguaggio non sessista. Comitato per le pari opportunità e la valorizzazione delle differenze di genere dell’Azienda sanitaria dell’Alto Adige, Bolzano, 2008.
Hintner Heidi, Messner C. Gutem Tag, Frau Doktorin! Mehr Frauen in die Sprache. Leitfaden zur Sensibilisierung für gerechte Sprache. Komitee für Chancengleichheit in den Sanitätsbetrieben Bozen, Meran, Brixen, Bruneck. Bozen 2006.
Sabatini A. Raccomandazioni per un uso non sessista della lingua italiana. Per la scuola e per l’editoria scolastica. Commissione nazionale per la realizzazione della parità tra uomo e donna, Roma: Presidenza del Consiglio dei ministri. Direzione generale delle informazioni della editoria e della proprietà letteraria artistica e scientifica, 1986.
Parlamento Europeo. La neutralità di genere nel linguaggio usato al Parlamento Europeo, 2008.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.