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Paracetamolo: rischi sottostimati?

L’assunzione prolungata di paracetamolo potrebbe non essere così sicura come si pensava finora. Lo suggerisce una revisione sistematica pubblicata sugli Annals of the Rheumatic Diseases.

Il paracetamolo è tra i farmaci più prescritti ed è raccomandato come terapia farmacologica di prima linea da numerose linee guida per svariate condizioni dolorose, acute e croniche. È anche considerato più sicuro di altri analgesici, come i FANS o gli oppiacei, anche se recentemente la sua efficacia è stata messa in discussione nella gestione della lombalgia acuta e dei dolori legati all’artrosi.

Un team guidato da Philip Conaghan (Leeds Institute of Rheumatic and Musculoskeletal Medicine, UK) ha condotto una revisione sistematica sugli studi esistenti che hanno valutato l’associazione tra l’uso prolungato di paracetamolo ed eventi avversi nella popolazione generale adulta.

Dei 1888 studi individuati, pubblicati dal 1° maggio 2013, otto studi osservazionali soddisfacevano i criteri di inclusione.

I principali risultati:

  • Dei due studi che indicavano la mortalità, uno ha individuato una correlazione dose-risposta, con un aumento del tasso relativo di mortalità da 0.95 a 1.63 a dosi crescenti di paracetamolo. L’altro ha mostrato un aumento del tasso di mortalità standardizzato nelle persone che assumevano pracetamolo, rispetto a quelle che non l’assumevano.
  • Dei quattro studi sugli eventi avversi cardiovascolari, tutti hanno evidenziato una correlazione dose-risposta: uno studio ha riportato un aumento del tasso di rischio da 1.19 a 1.68.
  • Uno studio sugli eventi avversi gastrointestinali ha riferito una correlazione dose-risposta, con un tasso relativo di eventi o emorragie da 1.11 a 1.49.
  • Infine, dei 4 studi sugli eventi avversi renali, tre riportavano una correlazione dose-risposta.

I risultati della review sembrerebbero confermare una correlazione dose-risposta tra paracetamolo somministrato alle dosi standard per l’analgesia e eventi avversi (spesso osservati anche con i FANS) quali aumento della mortalità, eventi avversi cardiovascolari, gastrointestinali e renali. Risultati tra loro coerenti, anche se bisogna tenere presente che il paracetamolo, considerato più sicuro, viene spesso prescritto per lunghi periodi a soggetti ritenuti non adatti alla terapia con FANS.

“Ogni decisione relativa alle prescrizioni implica una valutazione di rischi e benefici, un compromesso tra efficacia e tollerabilità”, si legge nelle conclusioni dell’articolo. “A fronte di una analgesia o un effetto antipiretico adeguati, medici e pazienti potrebbero essere disposti ad accettare il rischio di eventi avversi dimostrato da questa review”, comunque, “quando il beneficio in termini di analgesia è incerto, come è stato suggerito da recenti studi sul paracetamolo nel dolore articolare da artrosi e nella lombalgia, è necessaria una maggiore cautela nel suo uso (…) Sulla base dei dati presentati, riteniamo che il rischio reale del paracetamolo sia superiore di quanto stimi attualmente la comunità clinica”.

Arabella Festa


Fonte
Roberts E, Delgado Nunes V, Buckner S et al. Paracetamol: not as safe as we thought? A systematic literature review of observational studies. Ann Rheum Dis 2016; 75: 552-9 doi:10.1136/annrheumdis-2014-206914


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