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Paura in palcoscenico

Un omaggio ai caduti sul podio e sul palcoscenico in uno degli articoli natalizi del Deutsche Medizinische Wochenschrift.

Siamo in una cittadina dei Paesi Bassi, Leeurwarden; l’orchestra sinfonica locale festeggia il 35° anniversario: a sorpresa, sale sul podio il fondatore Geraard van de Weert e dirige uno dei pezzi più amati, la Moulinet-Polka, ma improvvisamente crolla e poco dopo muore in ospedale per un attacco di cuore.

Un caso straordinario? Purtroppo no. Martin Paul (Università di Maastricht) ricorda un altro episodio, su un palcoscenico ben più prestigioso: nel 2001 Giuseppe Sinopoli morì durante l’esecuzione dell’Aida a Berlino, sempre per infarto. Un evento tragico in un momento particolarissimo: l’Aida era stata la prima opera da lui diretta, nel 1981, e l’aveva scelta per il suo rientro nella città tedesca. La prima e l’ultima.

Molto funesta l’opera di Wagner Tristano e Isotta: le sue note sono le ultime ascoltate dai direttori d’orchestra Felix Motti e Joseph Keilberth, morti quasi allo stesso punto della partitura; non è andata meglio al primo interprete di Tristano, Ludwig Schnorr, deceduto a 29 anni poco dopo la prima a Monaco. L’articolo ricorda anche il baritono americano Leonard Warren, che riuscì solo a terminare l’aria “morir, tremenda cosa”(1960, Metropolitan, New York) e il tenore Aroldo Lindi (nome d’arte di Harold Lindau) durante l’esecuzione dei Pagliacci di Leoncavallo (San Francisco, 1944).

La musica può agire sul sistema cardiovascolare in diversi modi: volume elevato e ritmo veloce causano cambiamenti nei parametri cardiovascolari. Sulla base dei dati disponibili, tuttavia, mancano i presupposti per trarre delle conclusioni; l’autore dell’articolo osserva però che molti degli eventi descritti si sono verificati in situazioni molto cariche emotivamente, eventi che nella loro fatalità sono in piena sintonia con quelli che si svolgono abitualmente sui palcoscenici operistici.

arabella festa

Fonte
Paul M. Der Tod des Dirigenten – kardiovaskuläre Todesfälle auf Orchesterpodium und Opernbühne. Dtsch med Wochenschr 2012; 137: 2712-4.

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