In primo piano

Perché penalizzare le revisioni sistematiche?

Modificare il Bando 2016 per la ricerca indipendente dell’Aifa pubblicato recentemente sulla Gazzetta Ufficiale perché siano ammesse anche le revisioni sistematiche e non “esclusivamente progetti di studi clinici interventistici e studi osservazionali con durata non superiore ai 36 mesi”: lo chiede un gruppo di ricercatori italiani con un editoriale pubblicato sull’European Journal of Clinical Pharmacology.

Corrado Barbui dell’Ospedale Policlinico “GB Rossi”, Università di Verona, Antonio Addis e Laura Amato del Dipartimento di Epidemiologia della Regione Lazio, Giuseppe Traversa del Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute dell’Istituto Superiore di Sanità e Silvio Garattini dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri firmano un vero e proprio appello affinché non si crei questa cesura tra ricerca clinica primaria e revisioni sistematiche, che pare basata sul metodo più che sui contenuti scientifici. Per definizione infatti la richiesta di revisioni sistematiche porterà al bisogno e alla produzione di nuova ricerca primaria.

Tra l’altro, fanno notare gli autori, contrariamente ai singoli studi osservazionali le revisioni sistematiche possono produrre e/o sintetizzare istantaneamente conoscenza, informando i decisori e le autorità regolatorie più pragmaticamente e velocemente di altri tipi di ricerca e paradossalmente soddisfacendo meglio l’esigenza di Aifa, che si dice “particolarmente interessata a finanziare progetti di studio che siano in grado di fornire risposte mirate in tempi che rendano attuali tali evidenze e che siano in grado di integrare in maniera efficace quelle già disponibili”. Il Bando Aifa, infatti, parla di un periodo di tre anni per arrivare alla pubblicazione degli studi supportati : un obiettivo molto ambizioso e poco realistico per studi clinici interventistici e studi osservazionali, mentre in caso di revisioni sistematiche si tratterebbe di un tempo ragionevole.

Il Bando 2016 per la ricerca indipendente dell’Aifa pare quindi una sostanziale marcia indietro rispetto all’approccio degli anni passati e sta suscitando non poche polemiche tra gli addetti ai lavori. Da queste polemiche però a dire il vero si tiene fuori l’editoriale pubblicato sull’European Journal of Clinical Pharmacology, che non rinuncia mai a un atteggiamento propositivo, costruttivo e ragionevole che sarebbe un peccato non premiare.

David Frati

Bibliografia


Notizia pubblicata su Oncoinfo.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.