In primo piano

Prendersi cura di chi si prende cura di noi

“Noi medici siamo stati definiti eroi, ci hanno messo su un piedistallo, ma abbiamo anche noi bambini e genitori anziani di cui preoccuparci (…) dopo un po’, il carico emotivo e il danno morale diventano troppo pesanti da sopportare”. Queste le parole di una giovane internista di Chicago, la dottoressa Sheetal Khedkar Rao, la cui testimonianza è stata raccolta, insieme a molte altre, dal giornalista scientifico del New York Times, Andrew Jacobs, in un approfondimento riguardo la “pandemia parallela” che investe gli operatori sanitari. “Sono finiti i giorni in cui la gente applaudiva i medici e gli infermieri fuori dagli ospedali e nelle strade delle città” scrive Jacobs e, ora che la campagna di vaccinazione sta iniziando, ora che molti medici e infermieri faticano a mantenere i ritmi di lavoro a causa degli effetti persistenti dovuti alla covid-19, ora che molti abbandonano la professione o chiedono il pensionamento anticipato, “stiamo affrontando un’ondata di danni fisici ed emotivi che equivale a una pandemia parallela”.

A confermare le preoccupazioni del giornalista del New York Times era, già in agosto, Victor Dzau, presidente della National Academy of Medicine, nelle riflessioni pubblicate dal prestigioso New England Journal of Medicine: “Abbiamo una breve finestra di opportunità per anticipare due pandemie, la diffusione del virus oggi e il danno per il benessere dei medici domani. Se falliremo, ne pagheremo il prezzo per gli anni a venire. Nella corsa per rispondere alla crisi di covid-19, non dobbiamo trascurare di prenderci cura di chi si prende cura di noi”.

Testimonianze per capire meglio

E delle storie di “donne e uomini semplici, generosi, che non si lamentano, che hanno paura, che non si arrendono, che non vogliono essere considerati eroi” – come ha scritto Marco Bobbio su Slow Medicine – parla uno degli ultimi libri editi da Il Pensiero Scientifico Editore Abbracciare con lo sguardo. Cronache dal reparto covid. Una miscellanea di testimonianze raccolte da quattro giovani medici torinesi – Michela Chiarlo, Francesca Bosco, Davide Tizzani, Federica Zama Cavicchi – alle prese con la fase più acuta e drammatica della pandemia. “Ma come hanno fatto, come fanno?” si chiede Lucia Fontanella nella presentazione del libro. Un libro che parla di storie, quella di Roberto, così innamorato di sua moglie da farsi ricoverare con lei; di Davide, che a fine turno ha regalato qualche ora a Ettore per fargli compagnia e di Alessia, che ha donato un abbraccio a Domenica. Sono racconti di mascherine, videochiamate e vittore combattute. “Gli autori – conclude Fontanella – ci hanno regalato la possibilità di passare del tempo accanto a loro, in ospedale e a casa (…) per sentirci vicini, per capire meglio, per ricordare”.

Libri nati per insegnare

Ci sono libri che nascono dall’esigenza di insegnare qualcosa, altri “vengono alla luce dall’unione di racconti condivisi, intensi, autentici e potenti”. È il caso del libro scritto dai quattro giovani medici torinesi, ma anche di Emozioni virali. Le voci dei medici dalla pandemia a cura di Luisa Sodano, pubblicato da Il Pensiero Scientifico Editore lo scorso luglio. In questo libro, la cui raccolta di testimonianze nasce dai numerosissimi post pervenuti al gruppo chiuso di Facebook con oltre 100mila medici iscritti, vengono raccontate le storie di chi si è trovato per primo ad affrontare un virus sconosciuto. Storie autentiche di fatica, di disperazione, di coraggio e forza, scritte dai protagonisti quando il bisogno di comunicare il dolore, l’angoscia e la fatica era impellente. Il libro è patrocinato dalla FNOMCeO e i diritti d’autore saranno devoluti alle famiglie dei medici deceduti per covid-19. Due elementi che contribuiscono a inquadrare nella giusta prospettiva il senso di questa “raccolta di voci”, che, come scrive Andrea Vitali nella sua postfazione, “fa un grande regalo alla cronaca, sostituendosi a lei per raccontare ciò che altrimenti non avremmo mai saputo. (…) Certo, il maligno regista di ciascun racconto è un virus, ma protagonista è la parte migliore di ciò che vive nell’animo di ciascuno di noi, da cui queste testimonianze essenziali per uscire migliori da ciò che stiamo ancora passando”.

In agenda

Mercoledì 10 febbraio, alle ore 21:00, si terrà una presentazione online del libro Emozioni virali, a cui parteciperanno la curatrice Luisa Sodano e Raffaella Pajalich, esperta in medicina narrativa, che dialogheranno con Giovanna Rizzardi, autrice di uno dei racconti.

Giada Savini

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.