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Moby Dick presenta “Abbracciare con lo sguardo”

Giovedì 11 giugno alle 18 avrà luogo in streaming dalla pagina Facebook dell’hub culturale Moby Dick la presentazione a distanza di Abbracciare con lo sguardo. Cronache dal reparto covid di Michela Chiarlo, Francesca Bosco, Davide Tizzani, Federica Zama Cavicchi. Gli autori sono quattro giovani medici dell’ospedale San Giovanni Bosco di Torino, dove nell’arco di due mesi sono arrivati più di 1200 casi sospetti. Un libro ancora fresco di stampa su quello che è veramente accaduto nei reparti covid durante il momento più drammatico della pandemia. Ne discuteranno la dottoressa Michela Chiarlo, coautrice del volume, e Gioacchino De Chirico, direttore dell’hub culturale Moby Dick.

Il 22 febbraio 2020 in Piemonte si registra il primo caso di infezione da coronavirus Sars-CoV-2. Gli ospedali si trasformano in luoghi inaccessibili con l’obiettivo di contenere l’infezione e assicurare a tutti le cure necessarie. Dietro a quei muri, impenetrabili per chiunque non vi lavori, la vita continua in un isolamento quasi assoluto.  In poco più di due mesi nel solo ospedale “San Giovanni Bosco” di Torino transitano più di 1200 casi sospetti di covid-19: per garantire loro assistenza adeguata, 56 medici e 138 infermieri si sobbarcano serie infinite di turni con l’aiuto di decine di operatori socio-sanitari e addetti alla sanificazione. “Abbracciare con lo sguardo” raccoglie le storie di chi ha vissuto dall’interno l’esperienza sconvolgente dell’epidemia e dell’isolamento, le storie di Fabrizio e del suo mare; di Roberto, così innamorato di sua moglie da farsi  ricoverare con lei; di Teresa, che aveva voglia di bresaola e di Francesca  che ne ha esaudito il desiderio; di Davide, che a fine turno ha regalato  qualche ora a Ettore per fargli compagnia e di Alessia, che ha donato  un abbraccio a Domenica. Sono racconti di mascherine, videochiamate, lacrime che appannano i visor e vittorie combattute: testimonianze da un mondo isolato narrate dalla viva voce di chi le ha vissute.

E se è vero che non possiamo non condividere le parole di Lucia Fontanella, che nella presentazione al volume si chiede a proposito del personale sanitario: “Ma come hanno fatto, ma come fanno?”, è altrettanto vero che il senso profondo della professione di medico – che è sempre anche una vocazione – si racchiude nelle parole di Michela Chiarlo che non a caso costituiscono la conclusione del libro: “Certo, l’ospedale rimane un ambiente impenetrabile e non possiamo ancora permetterci di aprire le visite ai familiari. Certo, basta un piccolo errore perché ricominci tutto da capo e i malati di covid tornino ad affollare le nostre corsie. Ma oggi c’è il sole, siamo seduti in cerchio su un prato e, come non accadeva da mesi, possiamo di nuovo permetterci di sperare.”

Erica Sorelli
Ufficio Stampa Il Pensiero Scientifico Editore

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