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Quando l’arte aiuta a comprendere la sofferenza mentale

È stata inaugurata al Museo Laboratorio della Mente di Roma una nuova opera di Luis Gomez de Teran intitolata “Anima Neralba”. Per l’occasione abbiamo realizzato un’intervista video a Pompeo Martelli, direttore della struttura, in cui si spiega lo spirito dell’opera facendo riferimento alla più ampia operazione di valorizzazione del comprensorio che la Regione Lazio sta portando avanti, e che, tra le altre cose, ha recentemente annoverato la realizzazione dell’installazione “Ricordare il futuro”.
 

 
L’installazione narrativa “Ricordare il futuro” – prodotta da Blue Cinema all’interno dell’“Interactive Digital Resurrection” (realizzato grazie all’avviso pubblico della Regione Lazio “L’Impresa fa Cultura”, cofinanziato dall’Unione Europea) – si inserisce in un vasto progetto di valorizzazione del comprensorio S. Maria della Pietà. Si tratta di una installazione immersiva realizzata da un gruppo di ricercatori e artisti, che nasce con l’obiettivo di offrire ai visitatori un’esperienza unica, avvicinandoli ai contenuti dell’Archivio storico dell’ex ospedale psichiatrico attraverso l’ologramma di un archivista che interagisce con il visitatore e lo accompagna in un percorso di visita dettato dal suo interesse individuale.

La nuova opera appena inaugurata, “Anima Neralba”, è un olio su plexiglas di Luis Gomez de Teran, artista di origini venezuelane che si rifà alla pittura barocca, in particolare alla scuola del Caravaggio. La sua principale fonte di ispirazione è l’uomo, in particolare il corpo rappresentato nel passaggio dalla bellezza al decadimento. La pittura di Gomez, minuta e attenta al dettaglio, ricerca la simmetria e la luce, con l’obiettivo costante di fare emergere contrasti e potenti dicotomie tra bellezza e orrore, forza e debolezza, vincitori e vinti, libertà e schiavitù, vita e morte. Dal punto di vista strettamente tecnico, Gomez è sostanzialmente un autodidatta che utilizza olii, colori acrilici e bombolette per dipingere tele, muri, lastre di ferro o specchi. La sua fama internazionale deriva dei murales che ha realizzato in molte città, tra cui Roma, Berlino, Londra, Barcellona e Mumbai.

“Anima Neralba” è il frutto della terza collaborazione di Gomez con la Asl Roma 1 nel Comprensorio di Santa Maria della Pietà. La prima è del 2015 quando, con il progetto Caleidoscopio, vennero aperte le porte del parco per permettere a circa quaranta artisti di far entrare il linguaggio dell’arte pubblica. La seconda consiste nell’opera “Le cose che non si vedono”, realizzata sulla facciata del Padiglione 6 Museo Laboratorio della Mente. Il terzo contributo – “Anima Neralba” – è probabilmente l’opera più complessa e completa delle tre, dal momento che, come lo stesso artista dichiara, è stata realizzata con l’intento di invitare lo spettatore a interrogarsi sulla sofferenza psichica, domandandosi quale sia il punto oltre il quale un comportamento si trasforma in stigma e condanna. “Credo che molti dei comportamenti, che un tempo mettevano una persona a rischio di venire reclusa in manicomio, siano stati sdoganati e siano diventati atteggiamenti diffusi”, spiega Gomez, “le persone sono composte da molte istanze e non è sempre semplice trovare un equilibrio tra loro. Per alcuni è una missione che diventa impossibile. Spero che l’opera inviti lo spettatore a domandarsi quale sia il punto oltre il quale un comportamento si trasforma in uno stigma e una condanna”.

Erica Sorelli
Ufficio Stampa Il Pensiero Scientifico Editore

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