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Quelle ingiuste disparità

“Il tram numero 3 che attraversa Torino gode di una sorprendente popolarità anche al di fuori del capoluogo piemontese. Il suo percorso di 45 minuti è mostrato ai congressi di medicina e di economia: mostra come, allontanandosi dalle ville ai piedi della collina e dirigendosi verso il quartiere industriale delle Vallette, i residenti perdano cinque mesi di vita per ogni chilometro percorso. I primi hanno un’aspettativa superiore agli 82 anni, gli altri non raggiungono i 78.” Così si apre la lunga e articolata riflessione di Roberta Villa su Il Tascabile in margine al volume di Sir Michael Marmot, La salute disuguale, pubblicato dalla nostra casa editrice.  Marmot , come ricorda la giornalista, oltre ad essere professore di epidemiologia e salute pubblica al University College London, a dirigere l’Institute of Health Equity dello stesso ateneo, presiedere la World Medical Association, ha guidato centinaia di ricercatori in tutto il mondo nell’impresa di esaminare le disuguaglianze di salute a livello nazionale o sovranazionale, con l’obiettivo di individuarne le cause e trovare una soluzione per contrastarle.

Contrariamente a quanto potrebbe sembrare, l’impresa di Marmot non riguarda solamente i poveri, ma coinvolge tutti perché, come mette acutamente in luce la giornalista, “nel ricco Occidente una persona, anche se ha un tetto sopra la testa, può vivere come frustrante il fatto di non potersi permettere mai di andare in vacanza o di non poter mandare all’università i figli, si logora per la precarietà del proprio lavoro o il fatto di ritenerlo poco gratificante”. In altri termini, non esiste soltanto la povertà assoluta, ma anche quella relativa e la qualità della vita di ciascuno di noi dipende dal senso di controllo che sentiamo di poter esercitare per attuare scelte salutari.

Leggi l’articolo di Roberta Villa

Erica Sorelli
Ufficio stampa del Pensiero Scientifico Editore

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