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Ricerca&Pratica compie 40 anni

La storica testata del Pensiero Scientifico Editore, nata nel 1985 dalla collaborazione con l'Istituto Mario Negri avviata quindici anni prima, celebra un traguardo che la vede ancora come una congiunzione ricca di senso tra chi la progetta e chi la legge, un ponte tra chi la pensa e chi si avvicina per leggerla.

Ricerca&PraticaPer celebrare i quaranta anni appena finiti di Ricerca&Pratica, la storica testata pubblica gli editoriali di Gianni Tognoni, Maurizio Bonati e Luca De Fiore, protagonisti a diverso titolo della storia della rivista.

L’acronimo R&P non ha bisogno di aggiornarsi. La sfida, capovolta, resta uguale: mettendo a frutto tutte le trasformazioni sperimentate lungo un tempo che coincide con un cambiamento di epoca, si tratta di ricercare quale è la praticabilità delle password capaci di mantenere, restituire, inventare per la salute-sanità il ruolo di linguaggio-pratica-indicatore di visibilità e di presa in carico della vita delle persone, e perciò di una democrazia accessibile a chi ne ha bisogno o nostalgia. Sono ormai troppo ‘antico’ per immaginare soluzioni tecnicamente adeguate e sostenibili. Sono certo che ce ne sono, soprattutto mettendosi in ascolto-rete con chi, sapendo di lavorare per creare e non per occupare spazi, restituisce e inventa il diritto di produrre conoscenza a coloro che non sono disponibili ad adattarsi alle evidenze più o meno mainstream. Non per il gusto della minoranza, ma come ovvia implicazione della coscienza che i cambiamenti di paradigma lasciano tranquilli solo coloro che hanno come obiettivo il galleggiamento.” (Dall’editoriale di Gianni Tognoni)

“Il rischio che la lettura di R&P sia gravosa è ben presente, e la lettura di Per aprire la mente può contribuire a sollevare l’animo con recensioni e segnalazioni di iniziative del più ampio contesto dello star bene (welfare del conscio e dell’inconscio) così come Portfolio (anche a colori con la collaborazione della fotografa Elisa Mariotti), perché l’atto del fotografare “è una maniera di vivere e implica mettere sulla stessa linea di mira l’occhio, la mente e il cuore” come diceva Henry Cartier Bresson, ma anche guardare una fotografia e tutto questo ha a che fare anche con la medicina, con lo star bene, con il relazionarsi. Ecco questa è l’attuale R&P: un’occasione per prendere tempo, fermarsi, incontrarsi per riflettere insieme e… procedere.” (Dall’editoriale di Maurizio Bonati)

Una rivista può anche parlare a poche persone, perché riviste e libri si dividono i compiti, accettando le prime la possibilità di rivolgersi a un’élite e i secondi a usare un linguaggio universale. Del resto, chi sta in cucina sa che di lievito ne basta poco, per far crescere un dolce. In questo infinito combattimento con le mezzeseghe di cui il nostro Paese è pieno, l’editore è col direttore – pardon: col coordinatore editoriale o come preferisce definirsi – cercando di aiutare a costruire il ponte tra il modo di vedere il mondo di chi “pensa” queste pagine e quello di chi a queste si avvicina per leggerle o sfogliarle.” (Dall’editoriale di Luca De Fiore)

Erica Sorelli
Ufficio Stampa Il Pensiero Scientifico Editore

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