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Riflettori sull’acido folico

Finanziato dall’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), grazie ai bandi per la ricerca indipendente sui farmaci, è in fase di attivazione nella Regione Veneto lo Studio Acido Folico: il trial, che durerà all’incirca tre anni, ha l’obiettivo primario di valutare se la supplementazione periconcezionale con acido folico alla dose di 4 mg al giorno, in confronto alla dose standard di 0,4 mg, riduca maggiormente l’occorrenza delle malformazioni congenite nel loro insieme. Tra gli obiettivi, oltre all’esecuzione del “counseling preconcezionale” nelle donne/coppie in età fertile, vi è anche la promozione dello studio in altre regioni italiane e in altri paesi, allo scopo di ottenere nell’arco di alcuni anni la realizzazione di una metanalisi prospettica, in grado di fornire risultati più validi e precisi.

Che cos’è l’acido folico?
L’acido folico è una vitamina che appartiene al gruppo B. I folati sono presenti in una grande varietà di alimenti. Le fonti più ricche sono il fegato, verdure come spinaci, carciofi, lattuga, broccoli, fagioli, frutta come arance o mandarini. La maggior parte dei folati presenti negli alimenti è instabile ma, nonostante questo, la nostra alimentazione copre di solito le richieste quotidiane dell’organismo. Vi sono delle condizioni, come ad esempio la gravidanza, nelle quali il fabbisogno di questa vitamina aumenta. È indispensabile, in questo caso, che un maggior apporto di acido folico sia disponibile all’embrione sin dal momento del concepimento.

Quali sono i benefici
L’acido folico diminuisce il rischio di insorgenza di difetti del tubo neurale. Pressoché tutti gli studi clinici dal 1981 ad oggi riportano una riduzione sia del rischio di occorrenza che di ricorrenza, pari ad almeno il 30-70%. La supplementazione periconcezionale potrebbe anche ridurre, in misura stimabile intorno al 10-20%, il rischio di difetti congeniti nel loro insieme, alcuni dei quali relativamente comuni, come le cardiopatie congenite e le labio+/-palatoschisi, oltre a difetti del tratto urinario, ipo-agenesie degli arti, onfalocele, atresia anale e la sindrome di Down. L’ipotesi che l’assunzione di dosaggi più elevati di acido folico, rispetto a quelli attualmente raccomandati, riduca ulteriormente l’insorgenza di difetti del tubo neurale e di altre malformazioni congenite rappresenta il razionale principale dello studio.

Che cosa comporta partecipare a questa ricerca?
Spiega Renata Bortolus dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona, Responsabile scientifica e Coordinatrice generale dello studio: “Dopo il colloquio informativo, se una donna accetta di partecipare a questa ricerca, successivamente alla firma del consenso informato, le sarà consegnata dal medico sperimentatore la confezione contenente la quantità di acido folico necessaria per quattro mesi di supplementazione (+ 10 compresse di riserva, per un totale di 130 compresse). Per una migliore qualità dei risultati, lo studio prevede che né la donna né il medico sperimentatore siano a conoscenza del dosaggio contenuto nelle singole compresse che la paziente assumerà (0,4 mg oppure 4 mg di acido folico). La compressa di acido folico andrà assunta ogni giorno fino alla fine della 12a settimana di gravidanza. Quindi per quanto tempo assumerlo e quante volte ritornare al Centro di randomizzazione per le confezioni successive, dipenderà da quando la donna concepisce. Di conseguenza si verificheranno queste possibilità:

1.verso la fine dei quattro mesi di supplementazione non è iniziata la gravidanza. In questo caso la signora si recherà al Centro di Randomizzazione dove le verrà consegnata una nuova confezione contenente la quantità di acido folico necessaria per altri quattro mesi di supplementazione;
2.verso la fine dei quattro mesi di supplementazione è iniziata la gravidanza. In questo caso la donna si recherà al Centro di Randomizzazione dove le verrà consegnata una nuova confezione contenente la quantità di acido folico necessaria e le sarà ricordato di assumere le compresse fino alla fine della 12a settimana di gravidanza, calcolata a partire dal primo giorno dell’ultima mestruazione.

Se è avvenuto il concepimento, la partecipante deciderà in quale servizio o struttura, o da quale professionista farsi seguire la gravidanza, in assoluta libertà. E’ importante però che ci segnali il concepimento avvenuto e la data dell’ultima mestruazione comunicandoli al medico sperimentatore o telefonando al numero del Coordinamento generale dello studio. Questa informazione è importante per attivare i contatti telefonici da parte del personale del Coordinamento generale dello studio, e ottenere così informazioni sulla gravidanza e sulle condizioni di salute sue e del bambino. Se il concepimento non avviene entro dodici mesi dal momento in cui ha iniziato ad assumere le compresse di acido folico, la paziente uscirà dallo studio. Anche in questo caso riconsegnerà l’ultima confezione utilizzata e le saranno rivolte alcune brevi domande. Nel caso non le sia possibile ripresentarsi al punto di randomizzazione nelle diverse occasioni previste, sarà possibile programmare la spedizione del farmaco e il ritiro della scatola precedentemente utilizzata al suo domicilio. In caso di gravidanza, alla 16a e alla 24a settimana gestazionale il personale del Coordinamento generale e clinico dello studio la contatterà telefonicamente e, utilizzando una modulistica standard, le chiederà una serie di informazioni sulle caratteristiche e l’andamento della gravidanza, nonché sull’eventuale scelta del punto nascita. Intorno alla 40a-42a settimana gestazionale sarà contattata nuovamente, e in quell’occasione le saranno chieste una serie di informazioni sull’esito della gravidanza. Un mese, 3 mesi, 1 anno dopo il parto il personale del Coordinamento dello studio contatterà telefonicamente il Suo pediatra, per conoscere le condizioni di salute del suo bambino. La donna sarà contattata telefonicamente quando il suo bambino avrà un anno. Nel caso si siano manifestati problemi successivamente alla nascita, sarà contattato l’ospedale dove è stato seguito il bambino, per ottenere informazioni dettagliate in merito ad eventuali problemi di salute individuati”.

Perché partecipare alla ricerca?
Il maggior beneficio derivante dalla partecipazione alla ricerca sarà quello di sfruttare al meglio l’effetto protettivo dell’acido folico sulle malformazioni congenite evidenziato dagli studi condotti fino ad oggi, assumendolo secondo le modalità considerate corrette, ogni giorno e fino alla 12a settimana gestazionale, indipendentemente dalla dose assunta (0,4 mg o 4 mg). Se effettivamente l’assunzione di dosaggi più elevati di acido folico consentirà di ottenere una ulteriore riduzione delle malformazioni congenite, sarà un beneficio aggiuntivo che riusciremo a individuare soltanto alla fine dello studio, confrontando i risultati nei due gruppi di donne che hanno assunto l’acido folico, alla dose di 0,4 mg e 4 mg. Per quello che riguarda la salute del bambino, vi sono delle analisi recenti che suggeriscono un effetto protettivo dei multivitaminici, assunti in epoca periconcezionale, sulla comparsa di alcuni tumori dell’infanzia, come leucemie e alcune neoplasie cerebrali, anche se non è ancora chiaro a quali componenti dei multivitaminici vada attribuito l’effetto protettivo segnalato. Un ulteriore beneficio ad essere coinvolti in questo progetto di ricerca, come per tutte le persone che partecipano a studi analoghi, è quello di ricevere informazioni, attenzioni e valutazioni in merito alla salute propria e a quella del proprio bambino.

Partecipare a questo studio comporterà dei costi?
La partecipazione allo studio non comporta alcuna spesa aggiuntiva. Il farmaco oggetto di valutazione, in entrambe le formulazioni, sarà fornito gratuitamente. I costi relativi al prelievo per la valutazione della folatemia saranno a carico dello studio.

L’elenco dei centri partecipanti allo studio è consultabile on-line.

Per ogni informazione sullo Studio Acido Folico vai su http://folictrial.org

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