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Se la ghirlanda di Natale è tossica

Un divertente articolo pubblicato sul BMJ del 15 dicembre 2021 esamina tutti i rischi derivanti dal consumo o dall’esposizione alle piante associate al Natale. Quindi se ancora non avete terminato di addobbare la vostra casa con le tradizionali decorazioni natalizie e non vi siete già posizionati davanti ai fornelli per cucinare il pranzo di Natale, prendetevi qualche minuto per leggere queste righe in modo da schivare le conseguenze di un Natale tossico.

Cominciamo col dire che gli alberi di Natale (almeno quelli organici) sono da considerare sicuri, tranne nei rari casi in cui possono scatenare fastidiose dermatiti da contatto, ma la cosa riguarda i lavoratori che presentano un’esposizione insolitamente elevata al fogliame. Lo stesso dicasi per l’agrifoglio e l’edera, i casi di dermatite allergica derivanti dalla loro manipolazione riguardavano giardinieri e fioristi. Per quanto riguarda l’agrifoglio inglese sempreverde (Ilex aquifolium), invece, bisogna fare attenzione ad appenderlo in alto, fuori della portata di bambini e animali domestici, perché le sue bacche, rosse come il sangue, contengono saponine che possono causare disturbi gastrointestinali, sonnolenza, ipertermia e atassia. Attenzione anche al vischio: tutte le parti del vischio europeo (Viscum album) contengono viscotossine (lectine vegetali, tra cui la ricina), che inibiscono la sintesi proteica e provocano fastidiosi disturbi gastrointestinali.

Se poi voleste realizzare una bella ghirlanda intrecciando all’agrifoglio e al vischio la Solanum dulcamara, tenete conto che, oltre ai rischi già esposti, le bacche di questa pianta – rosse e molto amare -, contengono glicoalcaloidi come la solanina, la cui ingestione può produrre spiacevoli crampi addominali. Non vi andrà meglio con i rami di tasso (Taxus baccata) cha vanta una reputazione di tutto rispetto tra i veleni vegetali, basti pensare che è stato usato come metodo di suicidio tra le tribù celtiche sconfitte durante la conquista della Gallia da parte di Giulio Cesare. Un vero e proprio cocktail di sostanze micidiali per il cuore in grado di produrre aritmie cardiache che causano ipotensione e bradicardia persistenti.

Passiamo ora ad esaminare le piante da fiore invernali solitamente utilizzate come decorazioni natalizie per interni. Spiccano il ciclamino (innocuo) e la stella di Natale, che come è noto produce un lattice leggermente urticante responsabile di lievi irritazioni cutanee.  La stella di Natale è stata a lungo considerata tossica – si credeva che un bambino fosse deceduto dopo averne ingerito le foglie circa 80 anni fa, ma si è trattato di un errore e in seguito la tossicità della stella di Natale è stata del tutto smentita.

Una volta che avrete terminato di decorare la casa schivando le insidie più pericolose grazie ai consigli del BMJ, potrete passare alla preparazione del pranzo. Qui le cose fileranno più lisce perché in buona sostanza dovrete soltanto fare attenzione a non utilizzare patate verdi o germogliate che contengono glicoalcaloidi come la solanina, che in quantità insolitamente elevata provoca vomito, diarrea, delirio e tachicardia, ma se il consumo è nella norma viene espulsa rapidamente. Non rilassatevi troppo, però, perché a volte il pericolo può nascondersi anche all’interno di piante che sono affatto tossiche, come è accaduto allo sfortunato commensale che ha trangugiato un intero rametto di rosmarino causandosi una grave perforazione intestinale(!).

Se sarete sopravvissuti fin qui, si legge nell’articolo, dovete soltanto fare attenzione a non eccedere con la cannella e la noce moscata che generalmente sono contenute nello zabaione o nel vin brulé che costituiscono la degna conclusione di ogni pranzo di Natale che si rispetti. La cannella, della specie Cinnamomum, è una polvere nociva che è bioresistente nei polmoni e forma granulomi per inalazione mentre la noce moscata (Myristica fragrans) può produrre allucinazioni e sintomi anticolinergici anche a dosi notevolmente basse (meno di un cucchiaio).

Parafrasando Paracelso, vi raccomandiamo di prendere precauzioni ragionevoli, come quella di astenervi dal consumare quantità spropositate di ogni cosa, e vi auguriamo un sereno e “misurato” Natale.

Erica Sorelli
Ufficio Stampa Il Pensiero Scientifico Editore

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