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Se le linee guida sono in disaccordo

Fa riflettere il parziale disaccordo tra le linee guida sulla profilassi della nausea e del vomito in pazienti sottoposti a chemioterapia e/o radioterapia presentate di recente dall’ASCO e quelle stilate dall’’ESMO-MASCC sebbene una parte consistente dei membri delle rispettive Consensus Conference fosse la stessa. Lo “strano caso” è oggetto di un’attenta riflessione sulle pagine della rivista Current Advances in Supportive Care in Oncology.

A distanza di circa 1 anno e mezzo dalla pubblicazione delle linee guida MASCC/ESMO sulla profilassi della nausea e del vomito in pazienti sottoposti a chemioterapia e/o radioterapia anche l’ASCO ha infatti pubblicato le sue raccomandazioni. Di 14 autori delle linee guida ASCO 5 hanno firmato anche quelle MASCC/ESMO. Ne consegue che molte delle raccomandazioni sono simili. L’unica differenza importante è che le linee guida ASCO hanno abolito la distinzione fra vomito acuto e vomito ritardato nelle 4 classi in cui i farmaci antitumorali sono classificati in base al potenziale emetogeno (alto, moderato, basso e minimo), come se il vomito acuto e ritardato avessero le stesse caratteristiche.

È invece assodato che per valutare gli antiemetici più efficaci nella prevenzione del vomito ritardato, data la sua dipendenza dal vomito acuto, sono richiesti studi pianificati ad hoc in cui tutti i pazienti ricevano lo stesso trattamento nelle prime 24 ore e poi siano randomizzati a ricevere i diversi trattamenti per il vomito ritardato.
Nella prevenzione del vomito da farmaci antitumorali ad alto potenziale emetogeno l’ASCO raccomanda una combinazione di un 5-HT3 antagonista (giorno 1), desametasone (giorni 1-3 o 1-4) e un NK1 antagonista (giorni 1-3 se aprepitant per os, giorno 1 se fosaprepitant per via endovenosa).

Lo stesso regime antiemetico è raccomandato per la combinazione di adriamicina e ciclofosfamide che l’ASCO riclassifica come altamente emetogena (invece le linee guida MASCC/ESMO la considerano tale solo nelle pazienti con carcinoma della mammella).

Queste sono solo alcune delle differenze riscontrate ma le conseguenze del disaccordo sono evidenti, quando si pensi, ad esempio, alla implementazione delle linee guida nelle singole realtà ospedaliere per la creazione di percorsi assistenziali: in tali casi si impone una scelta senza che vi siano criteri oggettivi per decidere quale considerare.

Fonte
Fatigoni S, Roila F. Antiemetici: le linee guida ASCO. CASCO 2012; 2: 12-5.

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