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Sorveglianza attiva sulla mortalità materna

Creare una rete capillare di sorveglianza su tutto il territorio con l'ambizione di andare oltre il monitoraggio della mortalità materna per migliorare gli standard assistenziali. Se ne parla all'Istituto Superiore di Sanità, giovedì 5 marzo.

Ridurre le morti materne, prevenire le evitabili e limitare gli esiti conseguenti a complicazioni di gravidanza, parto e puerperio, sono aspetti cruciali della pratica ostetrica e una priorità di Salute pubblica.

In Europa, a seguito del miglioramento delle condizioni socio-economiche e della qualità dell’assistenza sanitaria, la mortalità materna è calata drasticamente dagli anni Trenta per poi stabilizzarsi intorno agli anni Ottanta. Resta tuttavia importante mantenere alto il livello di vigilanza monitorando – in primis – le reali dimensioni e cause del fenomeno per mettere in atto le strategie necessarie per arginarlo: si stima infatti che circa metà delle morti materne potrebbe essere evitata grazie a migliori standard assistenziali.

Un primo problema, come evidenziato da sistemi di sorveglianza attiva instituiti in diversi paesi europei, è l'under reporting: le stime rilevate con i flussi correnti potrebbero essere inferiori a quelli reali. Come raccogliere dati affidabili e di qualità sulla mortalità e morbosità materna è stato sperimentato in una serie di progetti multiregionali, coordinati dall'Istituto Superiore di Sanità, sostenuti dal Ministero della salute attraverso i finanziamenti del Centro per il controllo e la prevenzione delle malattie.

Un primo studio multiregionale ha rilevato, mediante un record-linkage tra registri regionali di mortalità e le schede di dimissione ospedaliera, una sottostima del 63% del rapporto di mortalità materna nelle regioni partecipanti. Nel 2012 è stato avviato un secondo progetto pilota di sorveglianza attiva della mortalità materna con la creazione di una rete di professionisti in 318 presidi sanitari privati e pubblici dotati di una ostetricia, terapia intensiva, unità coronarica e stroke units nella sei Regioni partecipanti.

Questo studio pilota ha permesso di rilevare la totalità delle morti materne incidenti e di ricostruirne nel dettaglio i percorsi assistenziali e prendere in esame informazioni utili a definire le cause dei decessi e le eventuali criticità assistenziali e/o organizzative suscettibili di miglioramento.

Cosa importante, la validazione del modello adottato indagine ha confermato l'efficacia e la fattibilità della sorveglianza attiva nel nostro Paese. Al convegno dell’ISS, sulla base delle conoscenze acquisite e delle esperienze di sorveglianza attiva in altri Paesi europeo, verranno discusse le prospettive della sorveglianza ostetrica in Italia al fine di migliorare la qualità e la sicurezza della nascita e di ridurre la mortalità e la morbosità materna.

Un primo intervento potrebbe essere di dare continuità al progetto pilota allargandolo progressivamente ad altre Regioni.

Il convegno
"La sorveglianza della mortalità materna in Italia: validazione del progetto pilota e prospettive future"
Roma, 5 marzo 2015
Programma (PDF: 125 Kb)

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