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Stili di vita? Se i medici sono poco credibili

L’abilità dei medici nel proporre stili di vita sani ai propri pazienti è direttamente proporzionale alla loro capacità di seguirne uno nella loro vita privata. Lo rivela uno studio pubblicato dalla rivista Preventive Cardiology.

I ricercatori dell’University of Michigan Health System di Ann Arbor coordinati da Michael Howe hanno sottoposto via mail un questionario a 183 medici (dei quali 102, il 56%, specializzandi) tra internisti, MMG, endocrinologi e cardiologi riguardante i loro stili di vita e il counseling da loro effettuato sull’argomento nei riguardi dei loro pazienti. È emerso che (i dati sono risultati simili tra medici di ruolo e specializzandi) circa il 25% del campione è sovrappeso (BMI tra 25 e 30 kg/m2) e circa il 7% è obeso (BMI >30 kg/m2). I fumatori sono risultati pochissimi, un numero statisticamente non rilevante. Circa il 75% dei medici ha misurato colesterolo e pressione sanguigna nell’ultimo anno, e la maggioranza ha valori pressori nella norma e colesterolo totale <200 mg/dL. Il consumo di frutta e verdura è molto basso (i pasti consumati al fast food sono risultati 1,5 a settimana), e l’esercizio fisico ancor meno diffuso (solo il 9,8% degli specializzandi fa attività fisica 4 o più volte a settimana, mentre tra i medici di ruolo la percentuale sale al 39,5%). Le cause? Per gli specializzandi il troppo lavoro (88%), per gli altri lavoro (48%) e famiglia (22%).

Medici così poco in forma sono in grado di consigliare con credibilità e convinzione stili di vita corretti ai loro pazienti? “Avere uno stile di vita sano si traduce in messaggi più credibili per i pazienti”, spiega Howe. “I medici sono molto occupati – soprattutto quando sono specializzandi – ma per mangiare frutta e verdura non serve tempo, e fare molto esercizio fisico oltre migliorare la salute dei medici potrebbe impattare positivamente su quella dei pazienti”. Infatti i medici del campione esaminato con gli stili di vita più discutibili affermano di provare difficoltà a proporre stili di vita sani ai pazienti, perché hanno una bassissima autostima e ritengono di non essere né credibili né soprattutto convincenti.

david frati

Fonte:
Howe M, Leidel A, Krishnan SM et al. Patient Related Diet and Exercise Counseling: Do Providers’ Own Lifestyle Habits Matter? Preventive Cardiology 2010; DOI: 10.1111/j.1751-7141.2010.00079.x.

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