In primo piano

Trapianto di polmone, se l’organo proviene da un fumatore?

In caso di trapianto di polmone l’eventualità che gli organi donati provengano da fumatori o comunque da persone che hanno fumato per un periodo, seppur breve, della loro vita è senza dubbio fonte di preoccupazione e pone numerosi interrogativi di ordine clinico ed etico.
D’altra parte la scarsità di organi disponibili non permette ad oggi l’esclusione dal pool di donatori di individui che abbiano avuto una qualche familiarità con il fumo. Cosa comportarsi dunque?

Un recente studio britannico, presentato sulle pagine del Lancet, affronta nuovamente il delicato argomento analizzando i tassi di sopravvivenza a 3 anni di pazienti adulti sottoposti a trapianto di polmone e cercando, al contempo, di ipotizzare quali sarebbero stati gli effetti di una loro permanenza in lista d’attesa.

I ricercatori hanno a tal fine preso in esame lo UK Transplant Registry analizzando 1295 trapianti di polmone eseguiti tra giugno 1999 e dicembre 2010. Nel 39% dei casi (n=510) venivano utilizzati organi provenienti da donatori con alle spalle una storia di fumo.

I risultati dello studio identificavano, con modelli di regressione di COX, alcuni fattori indipendenti di rischio: maggiore età del ricevente, differenza di altezza e di matching per citomegalovirus tra donatori e riceventi e tempo totale d’ischemia d’organo.

Dopo i necessari aggiustamenti statistici si evidenziavano outcome di sopravvivenza a 3 anni inferiori per i pazienti che avevano ricevuto organi da donatori con storia di fumo (HR 1•36, 1•11-1•67).

D’altro canto l’analisi dimostrava come, dei 2181 pazienti inseriti in lista d’attesa, 802 (37%) fossero morti o fossero stati esclusi dalla lista senza aver ricevuto un trapianto.

In conclusione, per gli individui sottoposti al trapianto anche se con organi di fumatori, si registravano tassi di mortalità inferiori a quelli riscontrati per i soggetti rimasti in lista d’attesa.

“Nel Regno Unito la richiesta di polmoni da trapiantare è tale che non si può pensare a criteri di selezione ancora più restrittivi“, spiegano gli autori. “Inoltre gli organi provenienti da fumatori spesso vengono scartati per altri motivi, perché presentano, cioè, caratteristiche che li rendono non idonei”.
Tuttavia, quando si conosce la storia del donatore, è importante parlarne con il paziente illustrando rischi e benefici delle differenti opzioni in modo da renderlo partecipe della scelta terapeutica.


stefania mengoni


Bibliografia:
Bonser RS, Collett D, Neuberger J, et el. Effect of donor smoking on survival after lung transplantation: a cohort study of a prospective registry. The Lancet, Early Online Publication, 29 May 2012; doi:10.1016/S0140-6736(12)60160-3.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.