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Twitter e Medicina: quale rapporto?

Nel corso degli ultimi mesi sono stati aperti canali di Twitter a supporto di alcune attività legate all’ambito medico-sanitario. Vediamo quali grazie a un editoriale della rivista Ricerca & Pratica.

Secondo gli ultimi dati rilasciati da comScore, gli utenti unici che hanno visitato Twitter nel mese di giugno 2009 sono stati 44,5 milioni, con un incremento del 19% rispetto a maggio 2009 e del 1.460% rispetto a giugno del 2008. Il successo è tale che la rivista Times ha deciso addirittura di dedicare a Twitter la copertina del numero pubblicato lo scorso giugno.

Nel corso degli ultimi mesi sono stati aperti canali di Twitter a supporto di alcune attività legate all’ambito medico-sanitario. Hanno per prime iniziato le società scientifiche che lo hanno adottato come strumento di distribuzione di eventi congressuali. Attraverso queste applicazioni i followers iscritti al canale di Twitter di un congresso possono conoscere il programma congressuale e i resoconti delle relazioni più significative, possono partecipare al dibattito che queste ultime hanno generato, e chi non può prendervi parte può conoscere le opinioni di chi ha avuto la possibilità di assistervi. Un esempio significativo è quello del recente congresso dell’American Society of Clinical Oncology (dove, peraltro, ha trovato spazio anche una sezione – particolarmente apprezzata dai partecipanti – dedicata a questi temi), che ha ripreso con successo una iniziativa già sperimentata dall’ultimo congresso dell’American College of Cardiology. È tuttavia quello dell’aggiornamento dei propri iscritti la ragione primaria per la quale le società scientifiche decidono di usare Twitter. Per esempio, risale all’inizio di aprile il lancio del canale su Twitter da parte dell’American Medical Association che così intende offrire alla propria comunità (e al pubblico) un ulteriore strumento di rapido aggiornamento e di discussione su temi di attualità o sulle attività nelle quali è coinvolta. D’altra parte, quella della immediatezza nella circolazione delle informazioni è una delle ragioni che hanno convinto numerose riviste mediche ad attivare appositi canali di Twitter, spesso integrati con analoghi canali aperti su Facebook. È quanto per esempio ha iniziato a fare da alcuni mesi il New England Journal of Medicine, seguito dal British Medical Journal, da Lancet, da JAMA e da altre riviste mediche internazionali, le quali sfruttano questo meccanismo per pubblicare e distribuire l’indice del numero corrente. Altre riviste stanno poi iniziando ad includere Twitter tra i servizi di social bookmarking ospitati in coda agli articoli pubblicati nelle versioni online per consentire ai lettori che lo desiderano di includere il titolo dell’articolo e il corrispondente link nelle loro pagine personali di Twitter.

Le potenzialità comunicative e aggregative di Twitter sono sfruttate anche per promuovere il marketing della salute. Sono sempre più numerosi, infatti, gli ospedali che, soprattutto negli Stati Uniti, usano questo canale per promuovere i propri servizi al fine di attirare un numero sempre crescente di potenziali clienti. Ad oggi se ne contano oltre 200, che raddoppiano se si prendono in considerazione anche altri social media come YouTube e Facebook. Infine, va segnalato il tentativo di usare Twitter per scopi didattici. È quanto ha fatto lo scorso aprile l’Aurora Health Care, un ospedale di Milwaukee, che, per illustrare un intervento di chirurgia protesica del ginocchio, ha prodotto quello che è stato subito ribattezzato col nome di twitter-cast. Durante l’intervento, lo staff dell’ospedale, attraverso un canale Twitter aperto appositamente, ha potuto infatti descrivere l’intervento (anche con l’ausilio di immagini), rispondere alle domande poste dai followers iscritti al canale (tra cui pazienti, medici, giornalisti, operatori sanitari e personale di altri ospedali) e “postare” commenti”.

Fonte
Santoro E. La salute viaggia su Twitter. Ricerca & Pratica 2009; 100(11).

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