In primo piano

Tutto bene con l’ora legale?

Oggi è il primo lunedì con l’ora legale e, come ci ricorda Dottore ma è vero che… è il momento più critico di tutto l’anno per la salute del cuore. La difficoltà che molti di noi provano ad adeguarsi allo spostamento delle lancette dell’orologio non è, infatti, un fenomeno solo soggettivo e sostanzialmente di carattere psicologico, bensì una vera e propria sensazione di affaticamento che corrisponde a dati fisiologici incontrovertibili. | Continua...

Il tempo per pensare, quello che manca ai medici

“Quello di cui avevo bisogno era il tempo per pensare”, così scrive Danielle Ofri della New York University School of Medicine nell'articolo pubblicato sul New England of Medicine dedicato al problema della cronica carenza di tempo. Nella realtà della pratica quotidiana nessun medico può permettersi di prendersi tutto il tempo di cui ha bisogno. Per una serie di motivi organizzativi ed economici che, a prescindere da tutto, continuano a regolare il funzionamento del sistema. | Continua...

Alzheimer, un paradosso dei nostri tempi

Alzheimer, badanti, caregiver e altre creature leggendarie di Eleonora Belloni psicologa e psicoterapeuta che si occupa di invecchiamento e demenze, collaborando con vari gruppi di ricerca in Italia e all’estero. Il libro affronta un argomento vasto, molto attuale, che coinvolge tutti i protagonisti della filiera: dal paziente fino ad arrivare ai suoi familiari e conviventi, passando per medici, operatori e aiutanti che a vario titolo collaborano nell’assistenza alla persona malata. | Continua...

Attraverso lo schermo. Uno sguardo sull’autismo

Maurizio Bonati ci introduce al libro Attraverso lo schermo. Cinema e autismo in età evolutiva, un viaggio tematico attraverso la storia del cinema fatto di riflessioni e sensazioni sul mondo dello spettro dell'autismo per contribuire a un cambiamento in un’area caratterizzata da bisogni inevasi. "Le caratteristiche dello spettro sono molte e hanno ancora bisogno di essere conosciute, comprese e adeguatamente rappresentate. Ma questo prescinde dal cinema e dall’autismo, dipende dallo 'sguardo' che ciascuno rivolge all’altro nella vita quotidiana. Come dice la regista Kathryn Bigelow: scopo (anche, aggiungo io) del cinema è scuotere per portare a un cambiamento". | Continua...