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Audit: da dove cominciare?

 
 
  • Giulia Candiani su Tempo Medico
  • Giovanna Canzi su Management della Sanità
  • Giulia Candiani su Tempo Medico

    L’audit, questo sconosciuto. Tutti ne parlano, ma pochi lo conoscono: in aiuto arriva un’utile guida

    È opportuna una Guida all’audit clinico (Il Pensiero Scientifico Editore, 2008, 262 pagine, 24 euro) perché audit è una di quelle parole ormai di uso comune ma il cui significato preciso sfugge ai più. Ben lo sa Marco Geddes da Filicaia, direttore sanitario del Presidio ospedaliero di Firenze centro, che raccoglie in questo libro il distillato di una competenza acquisita sul campo, dove la riflessione speculativa si è integrata con l’esperienza concreta di chi ha intrattenuto i medici con ore di lezione sull’argomento.
    Il vocabolario definisce l’audit come «la verifica di dati e procedure in un’azienda, finalizzata all’accertamento della loro correttezza». Calato in un contesto clinico, in cosa differisce ciò dalla consueta riunione di reparto in cui si discutono i casi più interessanti? Non è una semplice riproposta, in un linguaggio aziendal-manageriale, di comportamenti e pratiche già acquisiti da chi lavora con un certo scrupolo?
    In realtà il termine si riferisce a una riunione condotta seguendo un metodo esplicito, standardizzato, rigoroso e riproducibile. Prevede la partecipazione di un professionista esterno, con il compito di stimolare un confronto aperto e autocritico: mansione più facile per chi ha una certa distanza, anche emotiva, dai fatti in esame e non è coinvolto nelle dinamiche relazionali del gruppo. Perch tutto funzioni, infatti, è spesso necessario incoraggiare gli infermieri a esprimere le loro ragioni con incisività anche in presenza dei medici, o dissuadere i primari ad avere la parola conclusiva. Seguire il cerimoniale previsto è quindi un aiuto a mantenere la discussione «circoscritta alle problematiche individuate, oggettivamente argomentata, concentrata nel tempo, partecipata dai diversi attori che hanno avuto un ruolo nel processo assistenziale».
    Il libro presenta l’audit a partire dai suoi fondamenti teorici; quindi espone le tappe in cui può essere suddiviso, il ruolo dei diversi protagonisti, i consigli su come e con che frequenza organizzare gli incontri, per concludersi poi con un’originale raccolta di racconti di casi reali o realistici. Cinque diverse storie che presentano altrettante diversi spunti di indagine: un errore (una trasfusione effettuata al paziente sbagliato), un quasi errore (la mancata esecuzione di un richiamo antitetanico), una difficoltà di cura (l’alta prevalenza di lesioni da decubito), un percorso assistenziale (la gestione del paziente diabetico da parte dei medici di famiglia) e un caso di scarsa aderenza alle raccomandazioni di una linea guida nazionale (sull’antibiotico profilassi perioperatoria).Si può affrontare il testo anche partendo dalla sezione dei casi vissuti: giocando sull’immedesimazione risulta più immediato cogliere le potenzialità del metodo.

     

    Giovanna Canzi su Management della Sanità

    "Un contributo importante sul tema, quello dell’Audit come strumento di conoscenza e occasione di trasformazione delle attività sanitarie", sottolinea Alessandro Liberati nella prefazione al volume di Marco Geddes da Filicaia.
    Il volume, che offre una panoramica sulla nascita dell’Audit, contiene una puntuale descrizione delle sue fasi di programmazione, pianificazione e attuazione. Un focus particolare sugli strumenti disponibili, sulla metodologia di conduzione degli incontri e sulle diverse figura coinvolte. Nella seconda parte del libro sono raccontati alcuni Audit: ogni esempio è arricchito da figure, tabelle, schemi e procedure utilizzabili sia ai fini didattici, sia per la realizzazione di Audit analoghi.

    5 novembre 2008

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