In primo piano

Caterina e il suo diario

Sabato 8 febbraio 2014

Risate. Urla. Gioia. Tutto è fuori… fuori di me. […] Le serate qui in convitto sono tutte uguali, in compagnia di una stanchezza fisica e mentale che non mi abbandona e che gelosa mi attanaglia e mi isola dagli spensierati coetanei. Solitudine. Noia. Il tempo è fermo, cristallizzato. Eppure mi impegno, eppure ci credo! So però che la ferita è ancora aperta e fa ancora male, non posso permettermi di estraniarmi da tutto ciò che ho passato. È questo il mio unico freno: ho ancora paura di me stessa e degli altri.

Così inizia il diario che Caterina Minni scrive in collegio dopo il ricovero al Centro disturbi alimentari di Todi per combattere l’anoressia. Le ferite erano ancora aperte. “La scrittura mi è servita molto per trasferire fuori tutto il peso che avevo dentro”. Aveva 14 anni. Oggi ne ha 17 e la sua guerra è finita. Come spiega in una lettera al padre, che chiude il diario, non è più piccola né malata ma semplicemente se stessa.

“Con dei flashback continui Caterina ritorna al periodo della malattia (‘Mi sento sola, stupida e sbagliata’) e contemporaneamente racconta, nel presente, il ritorno alla normalità della sua vita di adolescente (‘Non vedo l’ora che venga domani. Andrò alle giostre con Allegra e Carol‘)”, scrive Laura Dalla Ragione nella presentazione del suo diario che è diventato un libro, Inchiostro, depositato all’Archivio diaristico di Pieve Santo Stefano nel 2015 e finalista della 31° edizione del Premio Pieve Saverio Tutino.

“Tanta fragilità, altrettanta forza. La storia di sé che Caterina Minni racconta in questo diario – ci introduce Nicola Maranesi – ha trasmesso queste sensazioni estreme e opposte a chi l’ha scoperta con gli occhi e col cuore. E attraverso l’ascolto. I membri della Commissione di lettura e della Giuria nazionale del Premio, il pubblico della manifestazione, i molti che hanno avuto la fortuna di conoscere la vicenda di Caterina attraverso la parola scritta e la sua viva voce.”

In un’intervista video Caterina ci racconta come è nata l’idea e il valore del suo diario e ci spiega il significato della fenice che ha scelto come immagine simbolo della sua guerra e rinascita.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.