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Fuori controllo

La persona che soffre di disturbo da alimentazione incontrollata (DAI) racconta di abbuffate senza limite, fuori controllo, appunto, di un cibo senza nome che diventa irresistibile, ingurgitato in solitudine e di nascosto, lontano dagli occhi del mondo esterno, in parte anche da se stessa. “Alla fine è come ‘farsi di cibo’”.

Si tratta di un disturbo in aumento nel mondo occidentale ma ancora poco noto, che solo recentemente è stato inserito nel Diagnostic and Statistical manual of Mental Disorders (DSMV).

Chi soffre di questa patologia spesso non riceve una diagnosi perché pochi ancora sanno riconoscerla; a volte vengono prescritte diete, regimi alimentari che inevitabilmente falliscono e non fanno altro che aumentare il senso di frustrazione e sconfitta in chi ne soffre. Laura Dalla Ragione, co-curatrice di Prigionieri del cibo, ne descrive la complessità e l’importanza di un approccio olistico per dare una via d’uscita a chi ne soffre.

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