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I costi della violenza maschile

Intervista a Ginevra Bersani Franceschetti, economista, coautrice insieme a Lucile Peytavin, storica dell’economia, del libro Il costo della virilità. Un libro che misura quanto il nostro Paese risparmierebbe se gli uomini si comportassero come le donne. Come agire? Da dove ripartire?

Commenti

  1. Stefano 30 Gennaio 2023 at 12:31 Rispondi

    E tutto questa fuffa sarebbe “scientifica”?
    Andiamo bene, andiamo.

    1. Benedetta 22 Febbraio 2023 at 16:05 Rispondi

      Stefano che commento virile. Andiamo bene, andiamo.

  2. Maria 7 Febbraio 2023 at 3:09 Rispondi

    Molto interessante ed innovativo, il femminismo economico. L’economia è sempre stata in mano agli uomini, per secoli e secoli, è giusto che nel 2023 ci siano anche donne che si occupano di economia, elaborando strategie e idee nuove, che rendano l’economia più giusta, paritaria, senza discriminazioni.

  3. ALFONSO 29 Giugno 2023 at 11:02 Rispondi

    A me è molto chiaro quanto denunciato da Ginevra. L’era patriarcale è inflazionata da un possente costo economico da quando cioè la cultura del maschio si è impadronita dell’economia distribuita sul nostro pianeta. Consiglio un bel libro di Claudio Naranjo “L’ego Patriarcale” dove si spiega psicologicamente come i vari comportamenti sociali adottati alimentano specificamente il consumo di prodotti, le tecnologie e i pensieri al servizio del potere patriarcale. C’è da dire che anche le donne hanno dimenticato tale distruttivo comportamento adottando spesso una compiacenza e un servilismo a tale potere. E’ innegabile che le guerre di ogni tipologia partano da una volontà maschile di imporsi con la forza violenta e prepotente.

  4. Giuseppe Barbiero 6 Febbraio 2024 at 12:55 Rispondi

    È un lavoro interessante, soprattutto per il calcolo dei costi economici della violenza. Ma è un lavoro lasciato a metà. Peccato, perché le autrici avrebbero potuto integrare le evidenze di psicologia evoluzionistica che spiegano bene perché le nostre antenate donne abbiano preferito maschi con determinate caratteristiche virili. Le autrici sembrano aver paura a ragionare sulle differenze di sesso. Certamente l’educazione può influire accentuando alcune predisposizioni di genere. Ma non c’è dubbio che esistano profonde differenze biologiche tra uomo e donna che devono essere comprese. Altrimenti qualsiasi politica di orientamento della maggior aggressività maschile è destinata a fallire a priori.
    Nota semantica: L’aggressività non coincide necessariamente con la ‘violenza’, che è una forma di aggressività priva di scopo. L’aggressività sana è espressione di ‘combattività’, che è un adattamento evoluzionistico comune a tutti gli esseri viventi.

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