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I malati raccontano storie, i medici anche

 
 
 
cover del libroGiorgio Bert ha preso parte in Italia agli sviluppi della medicina sociale, contribuendo all’affermazione di pratiche curative interessate all’umanità del paziente e ai suoi diritti e bisogni. Autore di testi di metodologia clinica attenti alla situazione del malato, direttore del semestrale La parola e la cura, da oltre un decennio si dedica allo studio della comunicazione nelle relazioni fra medico e paziente.

In Medicina narrativa , Bert illustra come la pratica del counselling (intervento professionale basato sulle abilità di comunicazione e di relazione) sia fondamentale in ambito sanitario per una relazione terapeutica efficace, pur tenendo conto dei mutamenti introdotti dalle tecnologie, dall’emergenza di nuovi malesseri socio-sanitari, dai nuovi problemi etici e deontologici. La medicina narrativa non è una disciplina ma un atteggiamento e il libro non va inteso come un manuale ma come una mappa per la scoperta del mondo del paziente, territorio vasto e ignoto. È un atteggiamento che richiede competenze specifiche, infatti: se la narrazione è lasciata a s, a "fluire nel vuoto", può rivelarsi frustrante e inconclusiva anzich terapeutica. E poich la relazione non consiste in un monologo ma in uno scambio di narrazioni ("I malati raccontano storie", scrive Bert, "i medici anche") è opportuno che il medico impari a leggere e scoprire significati, convinzioni e miti che fanno di ogni persona un’entità unica e irripetibile. In questo modo, oltretutto, si mitigano i meccanismi di controllo sul paziente, che nella concezione terapeutica tradizionale sono possibili e legittimi, e si sfugge alle logiche di esercizio del potere riportando la cura su un percorso di dignità che l’appiattimento sull’azione reattiva porta a dimenticare.

Attraverso brevi capitoli, il libro illustra i passaggi formativi di un atteggiamento aperto alla narrativa e traccia un percorso utile a chi voglia intraprendere una tale avventura. La proposta per i medici è di abituarsi alla pratica dell’ascolto, evitando ipotesi e giudizi soprattutto davanti a situazioni complesse, contraddittorie e incerte. Non sempre la salute è un problema solo sanitario e strettamente medico, esistono malesseri che compaiono perché la condizione socio-ambientale del paziente è insostenibile, che non rientrano nelle statistiche di morbosità e che però rivelano sempre maggiore incidenza assieme all’ineguale distribuzione fra classi sociali. La scoperta della medicina narrativa, specie se costruita attraverso pratiche e contesti coinvolgenti, può cambiare, oltre al modo di operare, l’atteggiamento del medico verso i concetti di salute e malattia.

 

27 febbraio 2008

 
Recensione pubblicata su Lo Straniero, numero 92 febbraio 2008, pp. 114-5. 

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