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Le parole, cardine del patto di cura

La recensione del libro La cura con parole oneste di Sandro Spinsanti, pubblicata su Gli amici di Luca Magazine.


cura con parole onesteSandro Spinsanti ci consegna un’altra importante pubblicazione che si affida alle parole che accompagnano da sempre il processo della cura, come un farmaco che può essere sia un rimedio che un veleno. Oneste o menzognere, dirette o vestite di silenzio, rispettose o brutali: fanno parte essenziale della cura. Possono potenziarla o comprometterla. Sandro Spinsanti, partendo dal presupposto che quelle parole delineano un modo diverso di praticare la medicina, esamina le “conversazioni” che si svolgono nei diversi scenari della cura. Le parole della cura sono comunque parole difficili da pronunciare, e per questo richiedono delicatezza, equilibrio e soprattutto onestà. Utilizzando proprio il criterio dell’onestà, Sandro Spinsanti esamina le “conversazioni” che si svolgono nei diversi scenari del percorso di cura: l’ambito familiare, che precede e accompagna la cura affidata ai professionisti; il contesto clinico in cui hanno luogo gli scambi verbali; quello sociale del sistema pubblico dei servizi sanitari.

Da questa analisi, condotta con lo stile ironico e colto a cui Spinsanti ci ha abituati, emerge con chiarezza il concetto che le parole oneste sono quelle che presuppongono un ascolto e che possono nascere solo in una conversazione che coinvolga tutti coloro che partecipano al processo di cura (professionisti sanitari e reti sociali, familiari e intimi dei pazienti), gestendo le differenze e facendo parlare tra loro mondi morali diversi. Se a incontrarsi sono cittadini informati e consapevoli e medici competenti tanto nelle scienze biomediche quanto nelle medical humanities, è possibile praticare una medicina diversa, con una qualità etica positiva, che sia anche un prezioso punto di partenza per contrastare l’uso sempre più diffuso di parole malate. Perché se c’è un luogo in cui le parole devono rinunciare a essere armi contundenti e diventare veicolo di civiltà è proprio là dove la corporeità mostra la nostra fragilità. Laureato in teologia e in psicologia, Sandro Spinsanti ha insegnato etica medica presso la facoltà di medicina dell’Università Cattolica di Roma e bioetica all’Università di Firenze. Fondatore e direttore dell’“Istituto Giano per le medical humanities”, è stato componente del Comitato nazionale per la Bioetica e presidente di numerosi comitati etici per la ricerca. Ha fondato e diretto le riviste L’Arco di Giano e Janus. Medicina: cultura, culture e ha al suo attivo un’ampia produzione editoriale. Per Il Pensiero Scientifico Editore ha pubblicato la trilogia: La medicina vestita di narrazione (2016), Morire in braccio alle Grazie. La cura giusta nell’ultimo tratto di strada (2017) e La medicina salvata dalla conversazione (2018).

Molti i commenti positivi e gli attestati di stima per la pubblicazione e il suo autore. Ne abbiamo estrapolati due:

Spinsanti coglie con grande efficacia un’istanza fondamentale della bioetica che ravvisa il fine della medicina non solo nell’arrecare il maggior beneficio al paziente ma, soprattutto, nel rispettarlo nei suoi valori e nell’autonomia delle sue scelte. Le “parole oneste” possono costituire il cardine di quel patto di cura che intende dare ai cittadini il controllo responsabile della propria salute nell’incontro della dimensione umana e scientifica della medicina” — Luisella Battaglia, Presidente dell’Istituto italiano di Bioetica

Appassionato, competente, coinvolgente, questo libro trasmette calore umano e apre un orizzonte nuovo nella battaglia per l’uguaglianza della dignità della persona. Le parole oneste e difficili sottolineate da Spinsanti ci fanno scoprire la potenza della relazione umana. Risorsa scarsa in questo nostro tempo. Risorsa da cui tutto deve ricominciare” — Livia Turco, già ministra della Solidarietà Sociale e della Salute

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