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Nutrire con scienza

Dietetica e nutrizioneLa dietetica e la nutrizione clinica rappresentano un insieme di competenze aventi come denominatore comune gli aspetti nutrizionali. Dalla sindrome metabolica all’insufficienza renale, dalla malattia neoplastica alla insufficienza respiratoria, sono molteplici e diversificati i casi clinici nei quali il medico deve confrontarsi anche con le problematiche specifiche e trasversali ad ogni disciplina medica della gestione nutrizionale del paziente: il volume curato da G. Fatati si rivela in ciò un utile strumento teorico-pratico di integrazione delle conoscenze e delle esperienze.

Come valuta l’approccio attuale all’ambito della dietologia e nutrizione e la gestione delle problematiche cliniche correlate da parte della maggioranza dei servizi sanitari in Italia?

 Per rispondere a questa domanda è necessario fare un discorso più ampio: da alcuni anni le istituzioni, il Ministero della Salute, le Regioni e i vari assessori dimostrano un grande interesse nei confronti dei problemi legati all’alimentazione e alla nutrizione clinica. Purtroppo, a tale interesse non hanno fatto seguito investimenti adeguati. E’ impossibile programmare interventi per patologie che coinvolgono grandi gruppi di popolazione, come l’obesità, senza fondi sufficienti. La mancanza di investimenti ha penalizzato i servizi  di dietetica e nutrizione clinica deputati alla cura delle principali malattie del nostro secolo.

La dietetica e la nutrizione clinica sono materie di esclusiva competenza degli specialisti o ritiene che, trattandosi di discipline trasversali a tutte le specializzazioni, siano di competenza di ogni medico?

La dietetica e nutrizione clinica è materia certamente specialistica, ma  che può essere definita  comunque trasversale. Questo non vuol dire che le competenze di base non debbano essere di ogni medico che, almeno, deve avere le conoscenze che consentano di indirizzare in modo corretto il cittadino-paziente. Chi si interessa a tempo pieno di nutrizione deve essere, comunque, uno specialista a tutti gli effetti.

Quali problemi si incontrano con maggior frequenza nella gestione nutrizionale e dietetica dei pazienti? E quali sono i motivi più frequenti che inducono il medico di medicina generale ad inviare l’assistito al Servizio di dietologia e nutrizione clinica?

Le patologie più comuni sono sicuramente l’obesità e le relative complicanze: dalle alterazioni del metabolismo lipidico a quelle del metabolismo dei carboidrati. Non va poi sottovalutato il numero di soggetti affetti da grande obesità che impongono uno sforzo scientifico organizzativo notevole.

Con quale obiettivo è stato ideato l’ultimo libro da lei curato "Dietetica e nutrizione. Clinica, terapia e organizzazione" e a chi potrebbe essere utile?

 Come ho avuto modo di scrivere  nella prefazione, ho voluto realizzare un libro scritto da chi conosce i problemi per chi deve cercare di risolverli semplice, ma non semplicistico. L’originalità è data dal fatto che il volume deriva dalla diretta esperienza sul campo di medici che, pur basandosi sui dati della ricerca, trasferiscono nelle terapia dietetica le conoscenze personali.

Quali sono le aree tematiche trattate nel libro che ritiene assolutamente innovative, rispetto ai numerosi testi  già pubblicati?

Le aree tematiche innovative sono diverse: dalla bioetica alla qualità, senza dimenticare l’organizzazione, internet e l’alimentazione culturalmente specifica. In realtà, l’innovazione è proprio la visione a 360 gradi dei problemi trattati. Un discorso a parte è quello dello screening nutrizionale: ovvero un sistema esemplificato di primo orientamento per una rapida valutazione dei fattori di rischio associati alla malnutrizione per difetto; quest’ultimo rappresenta un problema rilevante per i degenti in ospedale e per tutti gli anziani che soggiornano negli istituti dedicati.

L’ultima sezione del libro è dedicata interamente  all’organizzazione dei Servizi di Dietologia e Nutrizione: all’interno dei centri ospedalieri o territoriali, come ritiene che dovrebbe essere idealmente gestito un tale tipo di servizio e quali sono oggi, secondo la sua esperienza, le criticità più evidenti?

L’organizzazione di un servizio di dietetica e nutrizione clinica deve rispondere al concetto che tale disciplina è un insieme di competenze aventi come denominatore comune gli aspetti nutrizionali. Deve essere evitata la tendenza alla super specializzazione e alla separazione della dietetica dalla nutrizione clinica, per non  frantumare la consistenza della disciplina e dei servizi stessi. Le criticità più evidenti, al momento, sono i tentativi del management aziendale di formare team funzionali senza budget che, se da un punto di vista teorico rispondono bene alle esigenze del momento, in realtà, hanno una sopravvivenza in funzionalità legata unicamente alle capacità intrinseche e diplomatiche del singolo. In pratica, senza investimenti strutturali  non  si riesce a dare una costanza di prestazioni. Appurata l’esistenza  di un solido razionale per l’investimento in ambito nutrizionale e che il costo di tale operazione è un falso problema nell’ottica della produzione di salute, è naturale che si dovrebbe provvedere al potenziamento dei servizi di dietologia e nutrizione clinica esistenti e alla loro istituzione, ove non presenti.

 

13 giugno 2007

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