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Senza l’inglese non mi aggiorno

Trecento anni fa la lingua internazionale di riferimento per la medicina era il latino; poi, con l’avvento dell’Illuminismo, il tedesco. Oggi ci ritroviamo, volenti o no, a dover leggere in inglese se vogliamo rimanere aggiornati sulle novità in diagnosi, terapia e sui nuovi orientamenti nel mondo della medicina. Se fino a poche decine di anni fa un medico poteva anche permettersi il lusso di non aggiornarsi, oggi, questo non è più immaginabile.

The doctor is inIl tumultuoso sviluppo delle conoscenze scientifiche, la rivoluzione della medicina basata sulle prove di efficacia e, non per ultimo, un’aggressiva politica di consumismo anche nel campo della salute richiedono un’attenta opera d’informazione in ogni disciplina medica ricercando, possibilmente, una letteratura il più possibile indipendente. Riusciamo a fare questo leggendo solo in italiano? Per chi crede che tenersi aggiornato significhi anche saper leggere l’inglese scientifico e, purtroppo, non lo ha studiato durante le scuole dell’obbligo, questa di Jacqueline Costa è un’ottima guida per iniziare ad aprirsi a un nuovo modo di aggiornarsi.

The Doctor is in non è uno dei tanti corsi intensivi per leggere o parlare l’inglese. Assolutamente no. Il libro si compone di diciotto testi (tutti abstract o parti di articoli scientifici in lingua inglese) associati a specifici esercizi, indicazioni di par­ticolari strategie per l’apprendimento e a box di aiuto (just for fun li chiama Jacqueline), con lo specifico intento di poter leggere facilmente l’inglese scientifico. Un prezioso glossario per ricordare le parole più frequenti nel linguaggio medico, un breve capitoletto con le definizioni di termini statistici e di epidemiologia e le soluzioni degli esercizi compongono i capitoli finali. Tutto rigorosamente in inglese. L’obiettivo di questo autoapprendimento è quello di portare il medico a poter leg­gere un articolo scientifico in lingua inglese senza tribolare e abbandonare l’impresa dopo qualche riga di lettura. Jacqueline Costa conosce bene i suoi “polli” (così lei ci chiama), in quanto insegna inglese scientifico ai medici da più di un lustro e ha potuto sperimentare l’efficacia di questo metodo. Se voglia­mo essere “un professionista della sanità migliore, per essere utile, … per fare la differenza” – usando le parole dell’Autrice – questo testo ci può essere di molto aiuto.
La confezione in cui troverete il libro non lascia alcun dubbio: Jacqueline ci vuole operativi da subito.

Io ho fatto tedesco come lingua straniera al liceo ho seguito il suo metodo e ci sono riuscito. Un “pizzico” di libertà in più. Spero così per altri di noi nelle mie stesse, ormai superate, condizioni.

Buon lavoro.

11 maggio 2011

Recensione pubblicata su Quaderni acp 2011; 8: 95.

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