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Giorgio Dobrilla, Primario emerito, Divisione di Gastroenterologia, Ospedale S. Maurizio, Bolzano, su "Conoscere e usare PubMed"

Più o meno optorto collo i medici (specie i meno giovani) hanno dovuto "cedere" all’uso del computer. Scrivere una lettera o un articolo diventa piuttosto facile (com’è agevole la cancellazione degli errori!), inviare o ricevere un messaggio di posta lo si impara presto, allegare un referto o qualsiasi altro documento non è più un problema. Inoltre, numerosi siti web, concorrono a facilitare l’attività di coloro che sentono la necessità di un aggiornamento valido e continuativo. Sotto questo profilo il recupero di una letteratura scientifica di qualità su un determinato argomento risulta preziosa se non essenziale per poter anche aspirare ad un giudizio critico ed indipendente. La più importante e nota fonte di ricerca bibliografica in campo biomedico è PubMed, ma anche questo formidabile riferimento non sfugge ad uno dei principali pericoli della ricerca online, loverload dell’informazione, e cioè la pletora di dati, che il computer ci mette a disposizione. Se non riusciamo a formulare bene il quesito che ci interessa le risposte saranno così tante da essere di fatto male utilizzabili. Un quesito troppo generico comporta, inoltre, che le informazioni ottenute oltre che numerose siano altrettanto generiche: articoli importantissimi si mescoleranno così a "pubblicazioni zavorra" e la selezione può risultare molto ardua. Ci sono delle istruzioni all’uso online gestite in proprio da PubMed, ma servono più a colui che è già addetto ai lavori che a chi non lo è.

Questa breve premessa serve solamente a sottolineare come si debba essere veramente grati al dottor Salvatore Corrao, epidemiologo clinico all’Università di Palermo, e al Pensiero Scientifico Editore di Roma, per aver dato alle stampe il libro "Conoscere e usare PubMed. Guida al più noto sistema di ricerca bibliografica in campo biomedico". Un libro agile (ma non un libretto!) di cui si sentiva davvero la mancanza e che fa prontamente percepire che ciò che è scritto con grande chiarezza espositiva è opera di un vero esperto del settore. L’Autore, oltre che spiegare e suggerire manovre operative, illustra anche espedienti concretamente utili a chi usa questo sistema di ricerca in soli tre puntualissimi capitoli: L‘universo dell’informazione medica, PubMed: nozioni di base, PubMed: utilizzo avanzato.

Quello di Corrao non è naturalmente un libro scritto per intrattenere o divertire, è un libro "impegnato" che si propone di essere di aiuto a coloro che sentono il bisogno non solo di aggiornarsi ma di essere sicuri che le informazioni acquisite siano di ottima qualità. Ciò significa che è un libro che non va solo letto ma anche meditato, meglio se davanti al computer acceso. Solo così sarà possibile capire e mettere in pratica al meglio i consigli e cimentarsi in tempo reale sui percorsi da seguire scegliendo le opzioni più redditizie proposte da Corrao. Procedendo step by step, come direbbero gli inglesi, il lettore non esperto si accorgerà allora che quello che credeva di strappare a PubMed è ben poca cosa rispetto a ciò che questo sistema può realmente dare. Ogni progresso aumenterà (provare per credere!) la soddisfazione e inviterà il lettore (medico, ricercatore, studente) a procedere con il gradino successivo.

Per chi non vi ricorre frequentemente consultare in modo appropriato PubMed non è tuttavia semplice. A parere di chi scrive, ciò è vero soprattutto per medici e ricercatori che siano già oberati da un lavoro pratico (e anche burocratico!) che si fa sempre più pressante e che riduce drammaticamente il tempo a disposizione. Pertanto, nonostante la chiarezza dell’autore diventare "bravi come Corrao", ritengo che non sia un a meta facilmente raggiungibile a meno che l’impegno a provarci non sia molto forte. Necessità, costanza e tempo disponibile mi sembrano infatti ingredienti essenziali se si vuole che PubMed sia non un ostacolo da superare ogni tanto ma un mezzo da maneggiare quotidianamente con profitto e con vero piacere. Le cose del resto non sono mai facili e tuttavia avere sulla scrivania il libro di Corrao ritengo possa dare comunque un senso di sicurezza. Sono inoltre convinto che il volume non dovrebbe comunque mai mancare sugli scaffali di chi è coinvolto nella ricerca biomedica. Anzi, mi domando perché non sia un libro di testo da utilizzare obbligatoriamente nelle facoltà di medicina delle nostre università che non dovrebbero sottrarsi (come fanno!) al compito di insegnare ai giovani come si attua una ricerca bibliografica corretta ed esaustiva.

 

11 aprile 2007

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