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Uscire dall’autoreferenzialità

 
La Società Italiana di Epidemiologia Psichiatrica (SIEP) lancia un progetto per la valutazione dell’appropriatezza e dell’applicazione delle linee-guida per la schizofrenia nei dipartimenti di salute mentale italiani. Ci può spiegare quali sono gli obiettivi che volete raggiungere?

Il nostro obiettivo principale è attuare – per la prima volta in Italia – un progetto mirato ad analizzare in maniera sistematica le strategie terapeutiche impiegate nella presa in carico delle persone affette da schizofrenia nei servizi di salute mentale. L’analisi verrà svolta utilizzando una batteria di indicatori costruita a partire dalle raccomandazioni del National Institute for Clinical Excellence (NICE), che ci paiono un affidabile ed esaustivo termine di confronto ("Schizofrenia, Linee guida cliniche complete per gli interventi fondamentali nella medicina di base e specialistica", Roma, Il Pensiero Scientifico Editore, ndr).

È un modo per dare validità alle linee-guida già esistenti?

Certamente le linee-guida sono un importante punto di riferimento, ma non vogliamo imporle come un sistema di regole assolute all’interno del quale si esaurisce tutto quello che un servizio dovrebbe fare per curare meglio un determinato disturbo, la schizofrenia in questo caso. Riteniamo tuttavia maturi i tempi perché in Italia si avvii una riflessione che, da un lato, indaghi l’effettiva appropriatezza di queste linee-guida nel contesto dei servizi di salute mentale italiani, e, dall’altro, stimoli gli operatori della salute mentale ad uscire dall’autoreferenzialità.

Perch la SIEP promuove un’iniziativa di questa portata?

La vera novità e importanza di questa operazione sta proprio nel fatto che una società scientifica come la SIEP scende in campo mettendo a disposizione le proprie conoscenze epidemiologiche e metodologiche per condurre un progetto di valutazione nei servizi, e produrre solide evidenze che alimentino un dibattito serio e produttivo sulla salute mentale in Italia. L’iniziativa, promossa dal Consiglio Direttivo della SIEP, è è coordinata da me e da il vicepresidente della SIEP, Domenico Semisa, e coinvolge, oltre a un vasto gruppo di esperti sul tema, una ventina di servizi di salute mentale che hanno aderito all’iniziativa. Ci auguriamo che in futuro questo set di indicatori possa venire testato in un numero ancor più vasto e rappresentativo di servizi.

Il vostro progetto è in sintonia con il Progetto nazionale linee-guida?

Dal maggio 2004 il Progetto Nazionale Linee-Guida, coordinato dal dotto Alfonso Mele, ha avviato i lavori per sviluppare delle linee-guida italiane per la schizofrenia a partire dalle linee-guida del NICE. Già nel marzo 2003 la SIEP ha tenuto a Bologna un workshop su tale tema, cui hanno aderito numerosi Soci che si sono detti interessati a continuare il lavoro su questo argomento. È stato quindi naturale si creassero sinergie fra le due iniziative, anche se esse sono state promosse e si svolgono in maniera del tutto indipendente. Alla SIEP è stato chiesto, così come ad altre società scientifiche ed associazioni, di svolgere un ruolo consultivo nel corso dei lavori del PNLG. Inoltre, il coordinatore Alfonso Mele ha espresso elevato apprezzamento e interesse per il Progetto di valutazione dell’applicazione delle NICE in un gruppo pilota di servizi di salute mentale che la SIEP intende promuovere, i cui risultati potranno essere utili per la messa a punto delle linee-guida italiane definitive. Altre sinergie tra SIEP e PNLG potranno essere realizzate successivamente, per quanto concerne la diffusione/formazione all’utilizzo delle linee-guida italiane e la valutazione sistematica della loro effettiva applicazione.

È un’esperienza già testata all’estero?

Il nostro lavoro si svolge in collaborazione con il NI CE, che ha sviluppato le linee-guida originarie. Dall’esperienza di questo gruppo il nostro progetto trae ispirazione e al contempo mira ad attuare un’esperienza di valutazione delle effettive pratiche dei servizi che anche per il gruppo inglese costituisce un importante obiettivo non ancora del tutto raggiunto. Il set di indicatori sviluppati dal gruppo di lavoro SIEP, a partire dalle raccomandazioni delle linee-guida NICE, costituisce un prodotto unico e di grande valore metodologico e pratico, che è stato possibile mettere a punto anche grazie alla precedente esperienza di Antonio Lora, figura-chiave nel gruppo di esperti SIEP, svolta presso il Dipartimento di Salute Mentale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità di Ginevra, nel corso della messa a punto del WHO-AIMS, una batteria di indicatori mirati a valutare i sistemi ed i servizi di salute mentale mentale sulla base delle dieci raccomandazioni riportate dall’Oms nel rapporto Health for All. Ritengo che i dati forniti dal progetto SIEP sulle linee-guida potranno costituire sia una stimolante occasione di riflessione sulle pratiche cliniche sia uno stimolo per aumentare la condivisione degli stili di lavoro nei servizi di salute mentale italiani.

Quando presenterete i primi risultati del vostro lavoro?

Il prossimo 28 maggio terremo a Firenze, grazie alla collaborazione di Maurizio Miceli e dell’Azienda Sanitaria di Firenze, un workshop con la partecipazione di molti esperti e dei rappresentanti dei Centri coinvolti per avviare la raccolta dei dati. Nel corso del prossimo Congresso nazionale SIEP, che si terrà a Biella dal 15 al 17 settembre, sarà organizzata una sessione dedicata al progetto dove verranno presentati e discussi i risultati preliminari dell’iniziativa.

25 maggio 2005

Per saperne di più sul Progetto SIEP… (.PDF: 48 Kb)

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