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Un professionista coi baffi

E’ uno dei protagonisti della clinica e della ricerca cardiovascolare a livello mondiale. Dopo aver studiato medicina all’Università di Lahore in Pakistan, suo paese di origine, Abdul Jamil Tajik si è specializzato negli Stati Uniti. Professore di Cardiologia e Pediatria alla Mayo Clinic a Rochester, Minnesota, è stato responsabile della Divisione di Cardiologia della Mayo dal 1993 al 2002. Naturalmente, è membro influente delle principali società scientifiche cardiologiche americane e mondiali.

Insieme al collega James B. Steward e a Jae H. Oh è autore di un famoso “Manuale di ecocardiografia”, del quale Il Pensiero Scientifico ha pubblicato nel 2003 la seconda edizione italiana.

Abbiamo incontrato il professor Tajik a Dallas, in occasione del recente congresso dell’American Heart Association. è persona gradevolissima e affabile. Gli occhi mobilissimi e scuri si aprono spesso al sorriso.

La Mayo Clinic gode ovunque di una grande reputazione. In particolare, la divisione di cardiologia e di imaging cardiologico è notissima. Cosa la distingue?

La Mayo Clinic centra integralmente i propri programmi intorno al paziente: la nostra vuol essere una “patient focused research”.

In altre parole?

Significa che tutti i nostri sforzi sono rivolti a portare le acquisizioni della ricerca di base e traslazionale al letto del malato. I nostri medici sono educati a comprendere quel che vi è di più rilevante nella ricerca per la cura del paziente, sia dalle ricerche individuali, sia da quelle di gruppo.

Se è noto il suo curriculum di ricercatore e cardiologo, meno noti sono i suoi hobby. Ne ha?

In effetti, ho molti hobby. Purtroppo però, da quando le mie responsabilità in seno alla Mayo sono cresciute, cioè da una quindicina d’anni almeno, sono costretto a trascurarli. Di fatto, il mio hobby è diventato il mio lavoro. è una fortuna, mi creda, perché sono realmente appassionato a quel che faccio, specie alla clinica, alla cardiologia ed alle sue subspecialità.

Le piace lo sport?

Sono un grandissimo appassionato di sport. Mi piace molto. Ho giocato a calcio, quello che qui in America chiamano soccer; ma amo anche l’hockey, il tennis, il badmington, il cricket, il ping-pong, lo squash e molti altri.

Ne pratica ancora qualcuno?

Per lo stesso motivo per cui non pratico più i miei hobby, ho dovuto diradare anche gli impegni sportivi. Devo dirle che da giovane ero molto portato per l’atletica. Ero un velocista di buone qualità ed al college correvo i 100 metri. Per i primi 50 metri era davvero difficile starmi dietro. Peccato che poi ce ne fossero sempre altri 50…

Dallas, 16 novembre 2005

Il video dell’intervista: 240 kbps | 90 kbps (Windows Media Video)

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