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Mai litigare con un paziente

Lavoro e formazione professionale
Quale Maestro ha avuto più influenza sulla sua formazione e per quali ragioni?

Per la mia formazione di psichiatra, Jan Gross, che lasciò la Cecoslovacchia nel 1968 e divenne il direttore della cattedra di Psichiatria ad Amburgo. Da lui ho imparato come la psichiatria sia una disciplina dalle molteplici dimensioni: politica, scientifica e umanistica; il lavoro clinico non può prescindere dalla consapevolezza delle proprie emozioni e deve attingere ad ogni possibile risorsa personale per entrare in relazione con i pazienti. È questo che mi ha fatto innamorare della psichiatria, che tuttora esercita su di me un fascino inalterato.

Qual è il consiglio migliore che ha mai ricevuto?

“Mai litigare con un paziente!” A darmelo fu Richard Fisch, del Mental Health Research Institute di Palo Alto, in California.

A suo parere, qual è il campo più colpevolmente trascurato della psichiatria, al giorno d’oggi?

Tutto ciò che riguarda quello che accade tra le persone, in particolar modo le modalità con cui i clinici interagiscono con i malati; compreso anche l’uso della psicoterapia nella pratica di ogni giorno.

Qual è stato l’articolo scientifico che ha avuto un maggiore impatto sul suo lavoro?

La sperimentazione di Stanley Milgram di quasi mezzo secolo fa. Mi diede almeno tre motivi di riflessione: primo, che gli studi empirici possono portare a risultati sorprendenti e possono aiutarci a capire il mondo. Secondo, che un disegno ben fatto ed accurato di uno studio sperimentale è più importante della ricchezza dei dati raccolti. Terzo, che il contesto ed i rapporti sociali influenzano pesantemente il modo col quale ci comportiamo e come ci sentiamo.

Ricordi, passioni e…
Cosa l’appassiona?

Seguire i principi della spiegazione razionale dei fenomeni e fare le cose nel modo migliore possibile.

Se non fosse diventato psichiatra, cosa avrebbe voluto fare?

Ne avessi avuto il talento, sarei potuto diventare un musicista o un architetto. Considerati i miei limiti, magari oggi sarei un antiquario, in cerca del senso della storia e della bellezza.

Quale paesaggio è nel suo cuore?

Tutto quello che è possibile ammirare dalla terrazza del giardino di Villa Cimbrone, a Ravello, che secondo me è il più bel posto del mondo.

Curiosità
Qual è il suo peggior difetto?

Infilarmi in situazioni di conflittualità quando sarebbero a portata di mano soluzioni più costruttive per situazioni difficili.

Quale invenzione potrebbe veramente migliorare la sua esistenza?

Qualcosa che mi trasporti altrove senza che io debba per forza spostarmi fisicamente.

Lettura e scrittura
Dove trova il tempo di scrivere?

Definendo le priorità dei diversi lavori e, di solito, dedicando giornate piene esclusivamente alla redazione dei testi.

Come pianifica la sua attività di scrittura?

Prendendo appunti e dedicando del tempo alla strutturazione dell’idea che costituisce l’oggetto del testo che devo preparare.

Qual è la sua rivista medica preferita?

Il British Medical Journal. Mi sembra curato molto bene; dà molte informazioni ed è anche una lettura divertente.

Tempo libero
Può dirci qual è il suo scrittore preferito?

Me ne vengono in mente due. Joseph Roth, perché i suoi racconti inducono un senso malinconico ma gioioso di tolleranza e comprensione. Poi, W. G. Sebald; credo che “Austerlitz“, il suo capolavoro, sia un esempio unico di affascinante narrazione dell’esperienza umana lungo l’intero ciclo della vita. Aggiungerei che, delle conseguenze delle esperienze psicologiche traumatiche, dice di più di qualsiasi trattato di psichiatria…

Cosa sta leggendo oggi?

Non ti muovere” di Margaret Mazzantini, cercando di migliorare il mio italiano.

Le piace ascoltare musica?

Non mi piace la musica come un sottofondo ma, a seconda del mio umore, mi piace molto ascoltare la musica da camera di Schubert o Anna Nebtrebko, le cantate di Verdi, canzoni di Lucio Dalla o dei Comedian Harmonists, un gruppo di sei cantanti davvero eccezionale, che era molto polare negli anni Trenta.

Qual è il suo sport preferito?

Il calcio, sia guardato sia giocato, sebbene negli ultimi 25 anni ogni tentativo di scendere in campo personalmente si sia concluso con un infortunio. Mio, non degli avversari.

20 settembre 2006

Professore alla Unit for Social & Community Psychiatry della Barts & The London School of Medicine, Queen Mary (University of London) e visiting professor presso le Humboldt University di Berlino, e le università di Belgrado, Modena e Reggio Emilia, Stefan Priebe ha curato insieme a Mike Slide il volume “Evidenze scientifiche per la salute mentale“.

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