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Numero 987, 30 giugno 2022

DAL WEB

Un passo indietro

Con sei voti a favore e tre contrari la Corte suprema degli Stati Uniti ha cancellato la storica sentenza “Roe v. Wade” del 1973 che riconosceva il diritto all’aborto a livello federale. Una decisione che ha sollevato numerose proteste fuori dalla Corte suprema e anche dentro la comunità medico-scientifica.

Perché l’aborto è più di un diritto riproduttivo: è assistenza sanitaria, spiegano Jill Kalman e Stacey E. Rosen, due donne medico statunitensi, in un post tradotto su il punto. “La sentenza della Corte suprema non tiene conto della sacralità di tali determinazioni e mette una pietra sopra le cure primarie, ponendo le basi per compromettere anche altre procedure sanitarie che garantiscono la sicurezza del paziente”.

La decisione della Corte suprema non porrà fine all’aborto bensì all’interruzione volontaria di gravidanza eseguita in sicurezza, con conseguenze dirette su milioni di donne. “Noi medici, invece, quando abbiamo iniziato la nostra formazione medica abbiamo promesso di proteggere la vita. È evidente che questa non sia la missione della Corte suprema: ma è la nostra di medici. E lo abbiamo sempre fatto, con sollecitudine”.

Su ilpunto.it
L’articolo di Jill Kalman e Stacey E. Rosen »
Lessico di bioetica: “aborto”. A cura di Maurizio Mori »

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We will need to be full-throated and unconditional about abortion as a necessary precondition to justice and equal rights if we want even a chance of someday getting somewhere better.Jia Tolentino, The New Yorker 24.06.2022