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Numero 912, 25 novembre 2020

DALLE RIVISTE

Specializzazioni

La pandemia e l’emergenza sanitaria che ne è seguita hanno mostrato con forza il valore delle cure palliative. E allo stesso tempo la necessità di rafforzare le competenze. Ben venga quindi l’istituzione di una scuola di specializzazione ad hoc nelle accademie italiane. “Un atto dovuto, un ulteriore sviluppo culturale del nostro Paese”, afferma Italo Penco, presidente della Società italiana di cure palliative.
“Una buona notizia che ci aiuta a rialzare la testa dopo lo tsunami”, scrive Sandro Spinsanti su Recenti Progressi in Medicina aggiungendo però che la proposta, da salutare con entusiasmo, non manca di suscitare qualche perplessità. Il rischio è che le competenze in questo ambito siano riservate solo agli specialisti, invece di essere una dotazione di qualsiasi terapeuta. A questo si aggiunge il timore che con la suddivisione dei compiti tra specialisti le cure palliative corrispondano a un intervento residuale, “a un abbandono più che a una promessa di vicinanza e di accompagnamento nell’ultimo tratto di strada”.

Dal dossier cure palliative: l’articolo di Sandro Spinsanti »
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Covid-19

Dare i numeri

Ma i numeri dicono sempre la verità? Per saper leggere correttamente i dati nel corso di una pandemia come quella che stiamo attraversando occorre prudenza. L’impegno, però, dev’essere reciproco. Da una parte quello del cittadino o del giornalista chiamati a valutare scrupolosamente le informazioni offerte, dall’altra quello delle istituzioni che devono fornire dati tempestivi, confrontabili e onesti. Dottoremaeveroche.it »

Covid-19

Un territorio fragile

Che il territorio – e in primis la medicina di famiglia – non fosse attrezzato a fronteggiare la pandemia lo si era drammaticamente visto nel corso della prima ondata. La seconda ondata ha messo ancora di più in luce le fragilità del nostro sistema sanitario, come ha dimostrato la surreale storia dei tamponi tra promesse e incapacità organizzative. Con l’eccezione del Veneto. Saluteinternazionale.info »

Ricerca notturna

Sentirsi utili non è mai stato così semplice. Basta avviare un’app prima di andare a dormire, mentre lo smartphone è in carica. Senza fare il minimo sforzo, mettendo a disposizione la potenza di calcolo dei propri smartphone, contribuiremo alle ricerche sul cancro dell’Airc o sulle combinazioni sinergiche di farmaci e molecole alimentari contro la covid-19. Un buon esempio di citizen science? Sentichiparla.it »

For a disease like this – which puts us in such emotionally difficult situations – sometimes it’s easier to work with people with great enthusiasm rather than great experience.Paola Molino, direttrice del pronto soccorso dell’Ospedale di Rivoli, Time 19.11.2020