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Numero 832, 13 marzo 2019

Dalle riviste

Il tempo (non) è denaro

“Il tempo è prezioso.” Di questo erano convinti i nostri avi, nel Settecento e Ottocento. Dal secondo dopoguerra l’accento viene messo sull’aspetto quantitativo: ogni guadagno di tempo si trasforma in un guadagno di denaro. “Ciò induce una pressione – generalizzata a tutte le attività umane – a guadagnare il massimo tempo possibile in ogni e qualunque operazione, minimizzandone il tempo di esecuzione. Esistono tuttavia operazioni per le quali la minimizzazione del tempo ha l’effetto paradossale di distruggere l’operazione stessa. L’esempio lampante e quotidiano è la musica”, racconta Rodolfo Saracci su Recenti Progressi in Medicina. La musica non è solo dipendente dal tempo, ma è definita del tempo: non si può andare oltre un certo limite. Una regola che vale – riflette Saracci – anche nel rapporto del personale sanitario con il paziente e nel controllo del cambiamento climatico globale. Due ambiti apparentemente distanti, che sembrano non avere elementi in comune, “che ci riguardano direttamente come professionisti della sanità perché si riflettono sulla salute, uno nel dominio del clinico, l’altro nel dominio della salute collettiva della popolazione. Sfuggono entrambi alla logica del tempo come denaro, e se vogliamo tenerne conto richiedono un altro criterio di valutazione”. Quello del valore.

Recenti Progressi in Medicina
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In primo piano

Sunshine act in ombra

Dagli Stati Uniti all’Italia con il disegno di legge per l’introduzione di una banca dati pubblica che registri i passaggi di denaro tra medici e aziende. Ma il BMJ Open scrive che, nonostante la possibilità di andare a controllare, poche persone sono al corrente dei rapporti tra il proprio medico e l’industria. Anche la legge più opportuna rischia di rivelarsi un fiasco se non si pensa prima a come renderla utile dopo approvata. Dottprof.com »

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Brexit e post Brexit

“Mentre la farsa e il caos pervadono la politica del Regno Unito, e il futuro appare più incerto che mai, che cosa significherà la Brexit per il servizio sanitario nazionale e per la salute del paese?” Se lo chiede il Lancet, analizzando quattro possibili scenari. La conclusione è che rimanere nell’Unione sarebbe la scelta migliore. E qualsiasi accordo possibile sarebbe meglio che nessun accordo. Torinomedica.org »

Poetesse di strada

Lottano con i versi che parlano di violenze, di degrado sociale e ambientale, di cosa significhi crescere in una società maschilista che ostacola il libero sviluppo della personalità femminile. Sono le donne brasiliane Lgbt dello Slam das Minas, minacciate a causa del loro colore della pelle e delle loro scelte sessuali o per il solo fatto di essere donne, per le quali la resa non è un’opzione concepibile. Sentichiparla.it »

Medicine will only move forward when we make heterogeneity our friend.Richard Lehman, Twitter 11.03.2019