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Numero 828, 13 febbraio 2019

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Navigare nella solitudine

Parlarsi sui social media, condividere attività al di fuori del lavoro e portare una fetta di torta al collega nelle notti di guardia: sono semplici azioni per alleviare il peso del lavoro in corsia e della solitudine che lo accompagna, scrive il Nejm. “Arriva un giorno, e ti accorgi che è molto tempo che non parli più di quello che vedi e senti e incontri in ospedale. Non sai quando hai smesso di raccontare. Ti accorgi che a forza di ingoiare, e arginare, di rinchiudere e non lasciare uscire, si è creata una voragine di solitudine”, racconta Giuseppe Naretto, medico. “Ed ecco che qualcuno si inventa un sito, o un blog, o una rubrica virtuale, dove è possibile raccontarsi di nuovo, come quando si era studenti, ascoltare e condividere, rispondere, commentare. Finalmente un modo per non sentirsi completamente soli”. Il virtuale come “non luogo” che permette lo sviluppo di un’identità condivisa, aggiunge Paola Arcadi, infermiera. “Quella ‘connessione’ che connette mondi può diventare così una medicina per la solitudine, e contribuire a co-costruire narrazioni di senso da ricondurre nei luoghi di vita di ciascuno, affinché si possa davvero aver cura di chi cura”.

La navigazione solitaria del medico, Giuseppe Naretto »
Una medicina per la solitudine, Paola Arcadi »

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Sandro Spinsanti
La medicina salvata dalla conversazione
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In vetrina

Pino De Sario
La facilitazione in Sanità
Metodi e pratiche per migliorare il lavoro degli operatori sanitari
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In agenda

Spazio al dialogo

Conversazione è un termine che rimanda a salotti e a vecchie modalità di socializzazione, ma che nel suo ultimo libro Sandro Spinsanti riscopre in un significato fondato sul confronto argomentato che sembra, oggi, dimenticato. Ne deriva, scrive L’Infermiere, che la conversazione può avere davvero un potere rivoluzionario, non quello urlato e imposto, piuttosto quello del confronto argomentato. »

In primo piano

False speranze

“È successo di nuovo. Una storia raffazzonata, riguardo a un mezzo passo avanti contro il cancro, è diventata virale e si è propagata in un batter d’occhio tra i social media, nelle televisioni, e nelle menti di milioni di persone”. Sulla rivista Stat un giornalista e un’associazione di pazienti riflettono sui danni delle false speranze che inducono aspettative irrealistiche. “I malati hanno diritto a un’informazione onesta”. Torinomedica.org »

La metro pedonale

Un anello pedonale di circa sei chilometri da percorrere in un’ora a passo veloce, con delle stazioni identificate nei punti riconoscibili dai residenti e baricentriche di zone ad alta densità abitativa. Quello della metropolitana urbana pedonale è un progetto sui generis che punta all’empowerment collettivo per raggiungere quei cambiamenti comportamentali favorevoli alla salute. Saluteinternazionale.info »

The fight for gender equity is everyone’s responsibility, and this means that feminism, too, is for everybody – for men and women, researchers, clinicians, funders, institutional leaders, and, yes, even for medical journals.The Lancet, 09.02.2019